Il 29 marzo 1974 la scoperta che riportò in vita un impero sepolto

A oltre 50 anni di distanza, quel ritrovamento ha rivoluzionato la conoscenza della Cina antica

Il 29 marzo 1974, nella provincia cinese di Shaanxi, una semplice ricerca d’acqua si trasformò in una delle più straordinarie scoperte archeologiche del XX secolo. Un gruppo di contadini guidato da Yang Zhifa, insieme ai suoi fratelli e a un vicino, stava scavando un pozzo nei pressi di Xi’an quando urtò qualcosa di inatteso: frammenti di terracotta finemente lavorati. Quello che inizialmente sembrava un ritrovamento curioso si rivelò presto eccezionale. Gli scavi portarono alla luce migliaia di statue a grandezza naturale: soldati, cavalli e carri disposti in formazione militare. Era l’inizio della riscoperta dell’imponente Esercito di terracotta, parte del vasto complesso funerario dell’imperatore Qin Shi Huang, il primo sovrano a unificare la Cina nel III secolo a.C.

La scoperta attirò immediatamente l’attenzione delle autorità e degli archeologi, dando il via a una campagna di scavi che si protrasse fino all’11 luglio 1975 e che continua ancora oggi a rivelare nuovi dettagli. Le statue, ciascuna con tratti unici, testimoniano un livello artistico e organizzativo straordinario, oltre a offrire uno spaccato della potenza militare dell’epoca. A oltre 50 anni di distanza, quel ritrovamento ha rivoluzionato la conoscenza della Cina antica, ed ha anche trasformato l’area in uno dei siti archeologici più visitati al mondo, simbolo di un passato che continua a riaffiorare, pezzo dopo pezzo, dalla terra.