Il 9 marzo 2011 si concluse una delle storie più importanti dell’esplorazione spaziale moderna. In quel giorno lo Space Shuttle Discovery effettuò il suo ultimo atterraggio, ponendo fine a una carriera straordinaria durata quasi 30 anni e composta da 39 missioni nello Spazio. La navetta rientrò sulla pista del Kennedy Space Center in Florida, salutata dall’emozione degli ingegneri, degli astronauti e di migliaia di appassionati che avevano seguito per anni le imprese del programma shuttle della NASA. Il volo appena concluso era la missione STS-133, una delle ultime dell’intero programma Space Shuttle.
Entrato in servizio nel 1984, Discovery è stato uno dei veicoli spaziali più utilizzati e affidabili della flotta americana. Durante la sua carriera ha compiuto quasi 6mila orbite attorno alla Terra, percorrendo oltre 230 milioni di km e trascorrendo nello Spazio più di un anno complessivo. Tra le missioni più celebri ci sono il lancio del Hubble Space Telescope nel 1990 e diverse missioni di assemblaggio della Stazione Spaziale Internazionale.
Discovery ebbe anche un ruolo simbolico nei momenti difficili del programma spaziale. Fu infatti la navetta scelta per il “ritorno al volo” dopo 2 gravi tragedie: quella del Space Shuttle Challenger nel 1986 e quella del Space Shuttle Columbia nel 2003.
Con il suo ultimo atterraggio del 2011 si avvicinava alla conclusione l’intero programma Space Shuttle, che sarebbe terminato pochi mesi dopo.


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