Il Canada punta alle stelle: Ottawa lancia la sfida per la sovranità spaziale

Un investimento da oltre 300 milioni di dollari per costruire basi di lancio nazionali e razzi "made in Canada" entro il 2028

Non è più solo una questione di esplorazione o di prestigio scientifico: per il Canada, l’accesso allo Spazio è diventato una priorità di sicurezza nazionale imprescindibile. Il Dipartimento della Difesa Nazionale ha annunciato una manovra finanziaria imponente per garantire al Paese una capacità di lancio “sovrana”, ponendo fine alla dipendenza dai servizi esteri per mettere in orbita i propri assetti strategici. In un’epoca in cui la difesa e l’economia dipendono strettamente dai dati satellitari, possedere le chiavi del “cancello orbitale” significa assicurarsi una libertà di manovra che nessun alleato o fornitore esterno può garantire pienamente, specialmente in scenari di crisi globale.

Uno spazioporto nel cuore della Nuova Scozia

Il pilastro di questa strategia è un accordo di locazione decennale con la società Maritime Launch Services. Il governo canadese investirà 200 milioni di dollari canadesi (circa 146 milioni di dollari USA) per assicurarsi una rampa di lancio dedicata presso lo Spaceport Nova Scotia, situato vicino a Canso. Sebbene la struttura non abbia ancora ospitato un lancio orbitale, l’accordo rappresenta una boccata d’ossigeno per l’industria locale: il contratto prevede infatti che almeno il 90% dei fondi venga speso all’interno dei confini canadesi. “Lo Spazio è strategicamente vitale per la difesa moderna“, ha commentato Brian Gallant, CEO dell’associazione di categoria Space Canada. “Garantire un accesso autonomo è un passo fondamentale per proteggere i nostri interessi economici e di sicurezza“.

“Launch the North”: la corsa ai nuovi vettori

Questa visione trova la sua espressione più dinamica nel programma “Launch the North“, un’iniziativa avviata nel 2025 che prevede lo stanziamento complessivo di 105 milioni di dollari canadesi per lo sviluppo di piccoli vettori reattivi. Tra le realtà industriali del Paese, il governo ha selezionato 3 aziende di punta per guidare questa transizione tecnologica: Canada Rocket Company, NordSpace e Reaction Dynamics. Ciascuna di queste imprese riceverà inizialmente un finanziamento di 8,3 milioni di dollari per la prima fase del programma, dedicata al perfezionamento dei progetti e allo sviluppo dei prototipi. L’obiettivo finale è ambizioso ma estremamente concreto: riuscire a schierare una flotta di piccoli razzi operativi, interamente progettati in Canada, pronti al decollo dal suolo nazionale entro il 2028. In questo modo, il Paese non si limiterà a possedere la “pista di decollo”, ma anche i mezzi necessari per raggiugere l’orbita in totale autonomia.

Difesa, connettività e cooperazione NATO

Il Ministro della Difesa, David McGuinty, ha sottolineato come la connettività satellitare sia il sistema nervoso della società moderna. “Dobbiamo assicurarci che la nostra sovranità sia protetta e di non dipendere da terze parti che potrebbero mettere a rischio le nostre comunicazioni“, ha dichiarato durante l’evento di presentazione. In un contesto geopolitico sempre più teso, il Canada non si muove però da solo. Parallelamente agli investimenti interni, Ottawa ha annunciato l’adesione a Starlift, un progetto della NATO nato nel 2024. Starlift permette a 14 stati membri (inclusi gli Stati Uniti) di collaborare per lanciare carichi utili con brevissimo preavviso, garantendo resilienza in caso di emergenze o conflitti.