Il lato nascosto della Giornata internazionale della donna: 4 pioniere STEM che hanno cambiato il mondo

Dal segreto del DNA alla nascita di Wi-Fi e computer: scopriamo le scienziate geniali che la storia ha spesso lasciato in secondo piano, ma le cui scoperte dominano la nostra quotidianità tecnologica

Quando parliamo di donne di scienza, la mente vola quasi in automatico a Marie Curie, l’iconica due volte premio Nobel. Eppure, la storia della scienza e della tecnologia è costellata di menti femminili brillanti che hanno letteralmente costruito le fondamenta del nostro XXI secolo, lavorando spesso nell’ombra, senza riconoscimenti accademici e lottando contro i pregiudizi del loro tempo. Oggi, in occasione della Giornata internazionale della donna, non c’è modo migliore di onorare questa data che riscoprire i nomi e le incredibili invenzioni di queste pioniere STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). Ecco 4 donne che hanno cambiato il mondo per sempre.

Ada Lovelace: la madre di tutti i computer (nell’Ottocento)

Molto prima che la Silicon Valley nascesse, c’era Ada Lovelace. Figlia del poeta Lord Byron, Ada era una formidabile matematica vissuta nell’Inghilterra vittoriana. Collaborando con Charles Babbage alla sua “Macchina Analitica” (un gigantesco calcolatore meccanico mai completato), Ada comprese un concetto rivoluzionario: le macchine potevano elaborare non solo numeri, ma qualsiasi tipo di informazione attraverso dei simboli.

Sua è la creazione del primissimo algoritmo della storia destinato a essere elaborato da una macchina. In poche parole? Ada Lovelace è stata la prima programmatrice di computer della storia, un secolo prima dell’invenzione dei computer stessi.

Rosalind Franklin: la scienziata derubata del segreto della vita

La scoperta della struttura a doppia elica del DNA è uno dei traguardi più celebrati della biologia, solitamente attribuito a Watson e Crick (che per questo vinsero il Nobel). Tuttavia, questa scoperta non sarebbe mai stata possibile senza Rosalind Franklin, chimica e cristallografa britannica.

Fu lei a scattare la celebre “Foto 51”, un’immagine a diffrazione di raggi X che mostrava inequivocabilmente la forma a elica del DNA. L’immagine fu mostrata a Watson e Crick senza il permesso di Rosalind, che morì prematuramente a 37 anni, prima che le venisse mai riconosciuto il giusto merito per la più grande scoperta biologica del Novecento.

Hedy Lamarr: dal cinema di Hollywood al Wi-Fi

Considerata all’epoca “la donna più bella del mondo”, la star hollywoodiana Hedy Lamarr era in realtà una mente ingegneristica geniale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, desiderosa di aiutare gli Alleati, inventò insieme al compositore George Antheil un sistema di guida a distanza per siluri. Il suo sistema, basato sul frequency-hopping spread spectrum (salto di frequenza), impediva ai nemici di intercettare e bloccare i segnali radio. Questa stessa tecnologia brevettata dalla Lamarr è la base su cui oggi funzionano il nostro Wi-Fi, il Bluetooth e le reti cellulari GPS.

Katherine Johnson: il “computer umano” che ci ha portato sulla Luna

Prima che l’elettronica dominasse la NASA, l’agenzia spaziale americana si affidava ai “computer umani”: eccezionali matematiche (molte delle quali donne afroamericane) incaricate di eseguire calcoli a mano di estrema complessità. Katherine Johnson era la più brillante di tutte.

È stata lei a calcolare con precisione millimetrica le traiettorie per il primo volo spaziale americano di Alan Shepard, per l’orbita terrestre di John Glenn e, soprattutto, per la leggendaria missione Apollo 11. Senza le sue equazioni perfette, Neil Armstrong non avrebbe mai toccato il suolo lunare e fatto ritorno sulla Terra.

Un’eredità da difendere

Celebrare la Giornata internazionale della donna ricordando queste scienziate significa restituire loro il posto che meritano nella storia umana. Le loro vite ci ricordano che il talento e la curiosità non hanno genere e che incoraggiare le ragazze di oggi a intraprendere carriere STEM è il passo fondamentale per le scoperte di domani.