Il regalo del Sole per la Festa del Papà: in arrivo tempesta geomagnetica e aurora boreale

Un’espulsione di massa coronale colpirà la Terra proprio il 19 marzo: i segreti dell'equinozio che rendono le aurore boreali più spettacolari

Quest’anno, per la Festa del Papà, il Sole ha deciso di partecipare ai festeggiamenti con un evento astronomico di grande fascino. Lo Space Weather Prediction Center della NOAA ha infatti confermato l’arrivo di una tempesta geomagnetica classe G2 per la giornata di martedì 19 marzo, innescata da una potente espulsione di massa coronale (CME) partita dalla nostra stella lo scorso weekend. L’impatto di questa nube di plasma solare promette di ridisegnare la mappa delle aurore boreali. Gli scienziati non escludono un improvviso passaggio alla classe G3: prendendo come esempio gli USA, se una tempesta di livello G2 è solitamente capace di spingere le luci danzanti fino ai cieli di New York e dell’Idaho, in questo caso lo spettacolo diventerebbe visibile molto più a Sud, raggiungendo latitudini insolite come quelle dell’Illinois o dell’Oregon.

Nonostante la maestosità visiva, gli effetti sulla nostra tecnologia saranno minimi: potremmo assistere a qualche lieve disturbo nelle comunicazioni radio ad alta frequenza o a piccole correzioni di rotta per i satelliti in orbita, ma nulla che possa interferire con le celebrazioni a terra.

Perché proprio ora? Il segreto dell’equinozio

Non è un caso che questo “schiaffo solare” avvenga proprio a ridosso dell’equinozio di primavera. Esiste infatti un fenomeno geofisico, noto come effetto Russell-McPherron, che rende marzo uno dei mesi più fortunati per chi va a caccia di aurore.

In questo periodo dell’anno, la Terra non si limita a ricevere più luce solare, ma si trova in una posizione geometrica particolare. È come se lo scudo magnetico del nostro pianeta presentasse delle “fessure stagionali“: mentre per gran parte dell’anno l’inclinazione terrestre aiuta a deflettere le particelle cariche provenienti dal Sole, durante l’equinozio l’orientamento del nostro campo magnetico si allinea perfettamente con il vento solare. Questa connessione diretta permette alle particelle cariche di penetrare con più facilità nella nostra atmosfera, innescando aurore molto più brillanti, estese e frequenti rispetto agli altri mesi dell’anno.

Per chi avrà la fortuna di trovarsi nelle giuste latitudini, basterà guardare verso Nord, lontano dalle luci cittadine, per godersi questo spettacolo naturale: un modo decisamente unico per celebrare la ricorrenza del 19 marzo sotto un cielo elettrizzante.