Il segreto della nascita dei capodogli: tra cooperazione sociale e canti ancestrali a largo di Dominica

Un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports svela i dettagli inediti del parto collettivo e delle complesse vocalizzazioni che accompagnano i primi respiri dei giganti del mare

L’evento della nascita di un cetaceo allo stato selvatico rimane ancora oggi uno dei fenomeni più rari e difficili da documentare per la biologia marina, essendo stato osservato in meno del 10% delle specie conosciute. Tuttavia, una ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista Scientific Reports ha segnato un punto di svolta fondamentale nella nostra comprensione di questi giganti. Grazie a un monitoraggio intensivo condotto al largo delle coste di Dominica, nei Caraibi orientali, un team di scienziati guidato da Shane Gero e David Gruber è riuscito a documentare, con un livello di dettaglio mai raggiunto prima, il parto di un capodoglio (Physeter macrocephalus) appartenente a un gruppo sociale ben noto, l’Unità A. Lo studio non si limita a descrivere l’atto biologico, ma esplora le profonde implicazioni sociali ed evolutive di un evento che coinvolge l’intero clan in un atto di cooperazione collettiva che sfida le profondità dell’oceano.

Il rituale della nascita nell’Unità A

Il parto ha avuto luogo l’8 luglio 2023 e ha visto come protagonista una femmina nota ai ricercatori con il nome di Rounder. Le osservazioni, condotte attraverso una sofisticata combinazione di droni aerei, idrofoni subacquei e fotografia ad alta risoluzione, hanno permesso di cronometrare con precisione ogni fase dell’evento. La fase di espulsione attiva è durata circa 34 minuti, dal momento in cui le punte della coda del piccolo sono emerse fino alla consegna completa del neonato. Durante questo periodo, l’intero gruppo di 11 capodogli è rimasto compatto attorno alla madre, manifestando un’eccitazione sociale palpabile. Le altre femmine adulte sono state viste immergersi ripetutamente sotto la madre partoriente, spesso in posizione invertita, quasi a voler monitorare o sostenere il processo dal basso, un comportamento che sottolinea la natura profondamente gregaria di questa specie.

Il sollevamento collettivo come strategia di sopravvivenza

Uno degli aspetti più affascinanti emersi dallo studio riguarda il comportamento post-parto immediato: il cosiddetto “lifting” o sollevamento collettivo. Entro un minuto dalla nascita, i membri dell’unità hanno iniziato a sollevare il neonato fuori dall’acqua, appoggiandolo sulle proprie teste e dorsi. Questo gesto, apparentemente tenero, risponde a una necessità biologica critica: i piccoli di capodoglio nascono con una galleggiabilità negativa e con le pinne caudali inizialmente ripiegate, rendendo difficile il primo respiro autonomo. Attraverso questa spinta coordinata, le “zie” e le sorelle del nuovo nato garantiscono che il piccolo possa ossigenarsi immediatamente, prevenendo il rischio di annegamento nelle acque profonde. Questo sforzo congiunto trasforma un momento di vulnerabilità individuale in una dimostrazione di forza e coesione del clan.

Una storia evolutiva scritta trentasei milioni di anni fa

L’analisi evolutiva condotta dai ricercatori suggerisce che questo comportamento di assistenza non sia un caso isolato, ma una caratteristica radicata profondamente nell’albero filogenetico dei cetacei. Secondo lo studio, l’abitudine della madre di spingere il neonato verso la superficie potrebbe risalire a oltre 36 milioni di anni fa, precedendo l’antenato comune più recente tra balene e odontoceti (i cetacei con i denti). Tuttavia, il sollevamento cooperativo da parte di più membri del gruppo sembra essere una prerogativa esclusiva degli odontoceti, osservata finora solo in specie altamente sociali come le orche, le false orche e i beluga. Si stima che questa specifica forma di “ostetricia cetacea” si sia evoluta circa 34 milioni di anni fa, parallelamente allo sviluppo di strutture sociali complesse necessarie per prosperare in ambienti pelagici aperti.

La voce del clan: codas e dialetti durante il parto

Il parto non è stato solo un evento visivo, ma anche una straordinaria performance acustica. Durante l’intero processo, i capodogli hanno prodotto migliaia di “codas”, brevi sequenze di click che costituiscono il fondamento della loro comunicazione sociale. I ricercatori hanno rilevato cambiamenti statisticamente significativi nello stile vocale in corrispondenza dei momenti chiave della nascita. In particolare, è stata notata una predominanza della coda “1+1+3”, tipica dell’identità sociale del clan dei Caraibi orientali, insieme alla coda “4R”, che sembra identificare specificamente l’Unità A. Questi suoni, definiti come una forma di “grooming vocale”, servirebbero a rafforzare i legami tra i membri della famiglia in un momento di forte stress ed emozione collettiva. Sorprendentemente, sono state identificate anche caratteristiche spettrali simili alle vocali umane “a” e “i”, suggerendo una complessità linguistica ancora tutta da decifrare.

nascita capodogli

Interazioni tra specie e minacce esterne

La nascita ha attirato l’attenzione di altri abitanti del mare, trasformando il sito in un crocevia di interazioni interspecifiche. Grandi gruppi di globicefali di Gray e delfini di Fraser si sono avvicinati al cluster dei capodogli poco dopo il parto. In alcuni momenti, i globicefali hanno mostrato comportamenti che potrebbero essere interpretati come molestie o aggressioni, arrivando persino a speronare gli adulti più vicini al neonato. In risposta, le femmine di capodoglio hanno formato una barriera protettiva attorno al piccolo, spalancando le fauci e scuotendo la testa per allontanare gli intrusi. Questa dinamica sottolinea come la protezione del neonato richieda non solo cura interna, ma anche una difesa attiva contro le potenziali minacce esterne, siano esse predatori o competitori curiosi.

Il futuro del nuovo nato e della ricerca scientifica

Nonostante la concitazione del primo giorno, la storia di questo piccolo capodoglio sembra avviata verso un esito positivo. Un anno dopo il parto, nel luglio 2024, il giovane esemplare è stato nuovamente avvistato nelle acque di Dominica insieme alla madre Rounder e alle altre giovani del gruppo, Accra e Aurora. Avendo superato il primo critico anno di vita, le sue probabilità di raggiungere l’età adulta sono ora molto elevate. Questo studio non rappresenta solo il resoconto di una nascita, ma apre la strada all’utilizzo di approcci basati sull’intelligenza artificiale e sulla computer vision per analizzare i comportamenti sociali complessi. Comprendere come questi animali comunicano e cooperano in momenti così vitali è fondamentale per la conservazione di una specie che, nonostante la sua maestosità, rimane ancora avvolta nel mistero delle profondità oceaniche.