L’8 marzo non è soltanto la data della Giornata internazionale della donna: nella memoria collettiva mondiale coincide anche con la scomparsa di uno degli animali più celebri della storia, Hachikō, il cane giapponese divenuto simbolo assoluto di fedeltà. Hachikō era un Akita nato nel 1923 e adottato da un professore universitario di Tokyo. Ogni mattina accompagnava il suo padrone alla stazione ferroviaria e ogni pomeriggio tornava ad aspettarlo al suo rientro dal lavoro. Nel 1925 però l’uomo morì improvvisamente durante una lezione e non fece mai più ritorno.
Il cane, ignaro della tragedia, continuò ad andare alla stazione ogni giorno alla stessa ora. Per quasi 10 anni aspettò pazientemente il padrone, seduto nello stesso punto, diventando una presenza familiare per pendolari e abitanti del quartiere. La sua storia, raccontata dai giornali dell’epoca, commosse l’intero Giappone.
Quando Hachikō morì l’8 marzo 1935, all’età di 12 anni, era ormai diventato una leggenda vivente. La sua vicenda continua ancora oggi a essere raccontata in libri, film e racconti popolari. A più di novant’anni dalla sua morte, il suo esempio ricorda quanto il legame tra esseri umani e animali possa essere profondo, fatto di memoria, affetto e incredibile lealtà.


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