Arriva una stretta sulle speculazioni sui carburanti. Lo prevede una bozza del decreto carburanti che questa sera dovrebbe arrivare sul tavolo del consiglio dei Ministri. Secondo il testo, infatti, si legge che nei due mesi successivi all’entrata in vigore del dl viene è istituito “uno speciale regime di controllo dei fenomeni distorsivi lungo la filiera di approvvigionamento e distribuzione dei carburanti”. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi, sulla base del monitoraggio dell’andamento del prezzo alla pompa, se rileva “un anomalo e repentino incremento dei prezzi o delle quotazioni internazionali di riferimento”, dovrebbe comunicare alla Guardia di Finanza il dettaglio degli operatori della distribuzione e delle relative compagnie petrolifere, presso cui accertare eventuali anomalie sui costi e prezzi giornalieri di acquisto del carburante; e, risalendo lungo la filiera, il costo giornaliero di acquisto del greggio e dei prodotti raffinati da parte del titolare dell’autorizzazione petrolifera sui mercati di riferimento.
I risultati di questa verifica effettuata dalla Gdf – secondo la norma – sarebbero poi trasmessi al Garante per la sorveglianza dei prezzi e al Garante per la concorrenza per l’avvio di eventuali processi sanzionatori. Infine, il Garante per la sorveglianza, in presenza dei presupposti necessari, “trasmette entro due giorni all’Autorità giudiziaria le risultanze istruttorie” e un rapporto “al fine di verificare la sussistenza del reato di ‘manovre speculative su merci’”, previste dal codice penale.
Un contributo in arrivo
Un ulteriore contributo in arrivo per i beneficiari della social card. “Per sostenere il potere d’acquisto dei nuclei familiari meno abbienti, anche a seguito dell’incremento del costo del carburante”, viene riconosciuto ai beneficiari della social card “un ulteriore contributo nel limite pro capite derivante dalla ripartizione della somma” prevista dalla norma, che aumenta di 130 milioni di euro, nel 2026, il fondo previsto per la social card per “l’acquisto di beni alimentari di prima necessità e di carburanti”.
Bonus autotrasporto
Secondo una bozza del decreto Carburanti, al fine di mitigare gli effetti economici derivanti dall’aumento eccezionale del prezzo del gasolio utilizzato come carburante, alle imprese aventi sede legale o stabile organizzazione in Italia esercenti le attività di trasporto è riconosciuto un contributo straordinario, sotto forma di credito di imposta, nella misura del 28% della spesa sostenuta nel trimestre per l’acquisto del gasolio impiegato dai medesimi soggetti in veicoli, di categoria euro 5 o superiore, utilizzati per l’esercizio delle predette attività, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, comprovato mediante le relative fatture d’acquisto. Lo stanziamento per la misura è pari a oltre 600 milioni di euro ( 608.549.423) per l’anno 2026.



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