Mentre il calendario ci racconta di una primavera appena nata, la natura ha deciso di mettere in scena un colpo di scena, quasi a voler ricordare che le stagioni non seguono ordini burocratici. In questa domenica 22 marzo, il Piemonte si è risvegliato avvolto in un silenzio ovattato, quello che solo la “dama bianca” sa regalare quando decide di tornare a far visita alle medie e basse quote, posandosi con inaspettata delicatezza sui primi germogli di stagione ignari del freddo imminente.
Un viaggio a ritroso: il freddo che viene dall’Est
Non è una perturbazione comune quella che sta attraversando la regione. Si tratta di un moto “retrogrado”: un nucleo di aria gelida in quota che, dai Paesi Baltici, ha viaggiato controcorrente verso le Alpi occidentali. Un respiro artico che ha trovato terreno fertile tra le vette e le pianure piemontesi, scontrandosi con l’umidità delle correnti orientali e trasformando la pioggia in poesia ghiacciata. Già nella tarda serata di ieri, i primi segnali si erano manifestati in diverse aree, come Macugnaga, dove la neve ha iniziato a stendere il suo velo bianco, ma è nel cuore della notte che il fenomeno ha assunto contorni epici.
Il risveglio bianco
Alle prime luci dell’alba, il paesaggio è mutato drasticamente. A Piamprato, in Val Soana, alle intorno alle 6 la nevicata si presentava copiosa, trasformando il borgo a 1.551 metri in un presepe fuori stagione. A Ceres, nelle Valli di Lanzo, la pioggia della notte ha ceduto il passo a fiocchi fitti e pesanti, che hanno iniziato a imbiancare tetti e giardini già a partire dai 600 metri di quota.
Il cuore dell’evento sta colpendo con particolare intensità i settori pedemontani, dove l’effetto di sbarramento delle montagne, noto come stau, agisce come un moltiplicatore di energia. Località come Oropa, l’Alta Valle Soana e le Valli di Lanzo si preparano a misurare accumuli davvero significativi, con punte che potrebbero sfiorare o superare il mezzo metro di neve fresca entro la fine dell’evento. Nel frattempo, tra il Torinese e il Cuneese, la quota neve è letteralmente precipitata, attestandosi stabilmente tra i 400 e i 600 metri, portando fasi di neve umida o pioggia mista a neve persino sulla sommità della Collina di Torino, dove il Bric della Maddalena e Superga potrebbero vivere una fugace ma suggestiva imbiancata.
Una tregua luminosa all’orizzonte
Se oggi la regione vive questa suggestiva appendice invernale, il bollettino di Arpa Piemonte rassicura chi già rimpiange il tepore. Il minimo depressionario, dopo aver scaricato la sua energia residua, inizierà ad allontanarsi verso Ovest. Già dalla serata di domani, lunedì, le nubi lasceranno progressivamente spazio a ampie schiarite, aprendo la strada a una settimana stabile e soleggiata. Sarà proprio il sole di fine marzo, con la sua forza crescente, a sciogliere velocemente questo incanto bianco, restituendoci una primavera che, per un giorno, ha preferito travestirsi da inverno.
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