La U.S. Space Force sta portando avanti una riorganizzazione radicale del modo in cui acquista satelliti e sistemi correlati, nell’ambito di un più ampio sforzo del Pentagono per velocizzare i processi e sfruttare maggiormente le tecnologie commerciali. Al centro di questa trasformazione c’è un nuovo livello di leadership chiamato Portfolio Acquisition Executives (PAEs). A differenza del passato, questi responsabili non gestiranno singoli programmi, ma supervisioneranno gruppi di sistemi legati a specifiche missioni, con la possibilità di spostare fondi, modificare requisiti e cancellare progetti poco performanti.
Il cambiamento segna una netta discontinuità rispetto all’attuale struttura, in cui i program manager operano su singole piattaforme con margini limitati di coordinamento tra sistemi collegati.
Il ruolo dei nuovi leader e i portafogli operativi
Thomas Ainsworth, che svolge le funzioni di assistente segretario dell’Air Force per l’acquisizione e l’integrazione spaziale, ha illustrato la prossima fase della riforma durante la McAleese Defense Programs Conference. “I PAEs sono stati pensati per essere in grado di fornire le proprie capacità e prendere decisioni informate sui requisiti e sui programmi”, ha dichiarato Ainsworth. La Space Force sta creando quattro nuovi portafogli principali: infrastrutture; gestione della battaglia, comando, controllo, comunicazioni e intelligence spaziale; comunicazioni satellitari e sistemi di posizionamento, navigazione e temporizzazione (PNT); e allerta e tracciamento missilistico.
Questi si aggiungono a portafogli già esistenti focalizzati sul lancio e sul rilevamento e targeting dallo spazio.
Le aree strategiche: dai satelliti alla difesa missilistica
Tra i nuovi ambiti, quello dedicato all’allerta e al tracciamento dei missili sarà probabilmente uno dei più rilevanti, combinando satelliti geostazionari tradizionali con nuove costellazioni in orbita bassa e media. Il portafoglio infrastrutturale assorbirà programmi di test e addestramento, offrendo risorse condivise a livello di sistema. Quello dedicato alla gestione della battaglia supervisionerà reti e sistemi di consapevolezza del dominio spaziale, integrandoli con capacità di controllo dello spazio, sempre più centrali nelle operazioni militari. Non tutti i dettagli sono ancora definiti. “Stiamo ancora lavorando ai dettagli su quali programmi rientreranno specificamente in ciascun portafoglio”, ha spiegato Ainsworth.
Si tratta anche di un cambio di paradigma: non più acquisto di singoli sistemi, ma sviluppo di capacità integrate per missioni specifiche. Ainsworth ha sottolineato che le aziende con nuove tecnologie saranno sempre più indirizzate a dialogare direttamente con i responsabili di portafoglio. “La risposta sarà: ‘andate a parlare con il PAE’,” ha detto.
Requisiti più flessibili e apertura al commerciale
Un altro cambiamento significativo riguarda la definizione dei requisiti. Tradizionalmente molto dettagliati e difficili da modificare, questi hanno spesso vincolato i programmi a soluzioni tecniche rigide anche quando la tecnologia evolveva rapidamente. Con il nuovo approccio, i leader dei portafogli avranno un ruolo maggiore nel definirli. “Abbiamo molti requisiti ereditati nella Space Force”, ha affermato Ainsworth.
L’obiettivo è superare standard troppo prescrittivi e “lasciare ai PAE il compito di capire di cosa hanno bisogno”. Questo potrebbe consentire di scegliere, caso per caso, tra lo sviluppo di nuovi sistemi o l’acquisto di servizi commerciali, privilegiando la soluzione più efficace per la missione. “I requisiti sono ovviamente un elemento fondamentale”, ha aggiunto.
Il Pentagono sta infatti spingendo verso requisiti più flessibili, che permettano compromessi tra costi, tempi e prestazioni, accettando anche soluzioni commerciali che soddisfino la maggior parte – ma non necessariamente tutte – le specifiche militari.
Lo sguardo oltre l’orbita terrestre
La Space Force sta inoltre ampliando il proprio orizzonte strategico oltre l’orbita terrestre. Ainsworth ha evidenziato un crescente interesse per lo spazio cislunare, la regione tra la Terra e la Luna, dove stanno aumentando le attività civili, commerciali e internazionali. Questa area è ancora poco monitorata rispetto all’orbita terrestre e viene considerata un possibile punto debole nella consapevolezza spaziale degli Stati Uniti.
Il servizio sta pianificando nuovi ruoli di leadership e punti di integrazione per includere capacità cislunari nella propria architettura complessiva. “Dobbiamo iniziare a integrare le capacità cislunari nella Space Force. E su questo siamo seri”, ha concluso Ainsworth.



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