Metabolismo “lento” o “veloce”? La scienza demolisce i miti

Ti sei mai chiesto perché la tua amica sembra mangiare di tutto senza ingrassare mentre tu lotti con ogni caloria? La risposta non è così semplice come pensi

Quante volte abbiamo dato la colpa a un “metabolismo lento” per i chili di troppo o abbiamo invidiato chi vanta un “metabolismo veloce”? Secondo la scienza, queste etichette sono spesso fuorvianti. In un approfondimento pubblicato su The Conversation, Hayley O’Neill, Assistant Professor presso la Bond University, chiarisce che il metabolismo è un meccanismo molto più sfumato di quanto la cultura della dieta voglia farci credere. Come spiega la dottoressa O’Neill: “Il metabolismo si riferisce a tutti i processi chimici che permettono al tuo corpo di funzionare. Questo include tutto, dalla respirazione alla circolazione del sangue e alla riparazione delle cellule“.

La matematica dell’energia: i 4 pilastri

Quando parliamo di “velocità”, ci riferiamo in realtà al tasso metabolico, ovvero la rapidità con cui il corpo converte il cibo in carburante. Ecco come viene consumata la tua energia ogni giorno:

  • BMR (Tasso Metabolico Basale): rappresenta il 60-75% dell’energia quotidiana. Serve a mantenerti in vita a riposo. È influenzato da dimensioni corporee, età, sesso, altezza, e così via;
  • Termogenesi indotta dalla dieta: il 10-15% dell’energia viene bruciata semplicemente per digerire e processare il cibo;
  • NEAT (Termogenesi da attività non esercitativa): il 20-30% del consumo energetico deriva da movimenti quotidiani spontanei come stare in piedi, camminare o persino giocherellare con le mani;
  • Attività fisica strutturata: solo il 10-50% (a seconda di quanto sei attivo) deriva dallo sport vero e proprio.

Esiste davvero un metabolismo “lento”?

La risposta breve è: quasi mai per le persone sane. Esistono condizioni mediche reali, ma sono eccezioni.

L’ipermetabolismo (metabolismo veloce) si verifica quando il dispendio energetico a riposo è almeno il 10% superiore alla media, spesso a causa di ipertiroidismo o diabete. Al contrario, l’ipotiroidismo o la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) possono effettivamente rallentare il processo.

Tuttavia, O’Neill sottolinea che “se sei generalmente in salute, il tuo tasso metabolico dovrebbe rimanere entro un intervallo normale senza picchi o cali significativi“.

I fattori che fanno la differenza (e quelli che sono falsi miti)

  1. I muscoli sono il tuo motore: a parità di peso, il tessuto muscolare brucia più energia del grasso. Due persone con lo stesso peso possono avere un dispendio calorico differente fino a 1000 calorie al giorno semplicemente in base a quanto è attivo il loro lavoro o alla quantità di massa magra che possiedono;
  2. La genetica conta, ma non è tutto: studi sui gemelli omozigoti mostrano che la risposta alla restrizione calorica è simile tra fratelli identici, confermando una base genetica, ma lo stile di vita resta il timone;
  3. Il mito dei “piccoli pasti frequenti”: molti credono che mangiare poco e spesso acceleri il metabolismo. La scienza dice il contrario: il timing conta molto meno della quantità totale di calorie ingerite.
  4. Il sonno e gli ormoni: la mancanza di sonno non rallenta direttamente il metabolismo, ma aumenta la grelina (l’ormone della fame), spingendoti a mangiare di più.

Dobbiamo sfatare l’idea che le persone nascano con un metabolismo ‘veloce’ o ‘lento’. I nostri corpi sono molto più complessi e affascinanti di così“, conclude O’Neill.

Perché continuiamo a crederci?

È rassicurante dare la colpa a un fattore biologico immodificabile piuttosto che analizzare abitudini complesse. Inoltre, l’industria degli integratori guadagna milioni vendendo prodotti “brucia-grassi” che, nella migliore delle ipotesi, aumentano il battito cardiaco solo per un paio d’ore, senza effetti a lungo termine.