Passi nel vuoto dopo un anno: la NASA potenzia la ISS con i nuovi “tappeti” solari

Gli astronauti Meir e Williams completano una missione record di 7 ore per installare la tecnologia iROSA, un aggiornamento fondamentale per la Stazione

Il 18 marzo 2026 non è stata solo una data celebrativa per il 61° anniversario della storica impresa di Alexei Leonov, il primo uomo a fluttuare nel cosmo. È stato il giorno in cui la NASA è tornata ufficialmente a operare all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dopo una pausa durata quasi 10 mesi. Jessica Meir, veterana dello Spazio, e Chris Williams, al suo debutto extraveicolare, hanno varcato il portello del modulo Quest per una missione cruciale: garantire un futuro energetico all’avamposto umano in orbita.

Il cuore della missione: la rivoluzione iROSA

Il fulcro dell’operazione è stata l’installazione dei supporti per i nuovi pannelli iROSA (ISS Roll-Out Solar Array). A differenza dei sistemi tradizionali, questi “tappeti” tecnologici rappresentano un salto evolutivo straordinario. Non richiedono infatti motori pesanti e complessi per aprirsi: sfruttano l’energia potenziale accumulata in bracci di materiale composito in carbonio che, una volta rilasciati, si srotolano autonomamente in circa 6 minuti.

Nonostante siano più compatti rispetto alle enormi ali originali installate all’inizio del millennio, la loro efficienza è nettamente superiore. Una volta che tutti gli otto moduli previsti saranno operativi, la fornitura elettrica complessiva della stazione aumenterà di una quota compresa tra il 20% e il 30%. Si tratta di un aggiornamento vitale, poiché i pannelli originari hanno ormai ampiamente superato la loro vita utile di quindici anni e mostrano evidenti segni di usura.

Un passaggio di testimone tra le stelle

L’emozione è stata palpabile durante le 7  ore di attività extraveicolare. Per Chris Williams si è trattato del battesimo nel vuoto cosmico, un’esperienza che Jessica Meir, alla sua 4ª uscita, ha voluto rendere speciale sottolineando l’importanza del passaggio di testimone alla nuova generazione di esploratori. Al rientro nel modulo, Meir ha citato proprio Leonov, descrivendo la sensazione di essere come “granelli di sabbia” che fluttuano insieme nell’oscurità infinita, uniti dalla missione di mantenere operativa la casa dell’umanità nello spazio.

Verso un’orbita commerciale

Questo potenziamento energetico non serve solo alla ricerca scientifica attuale, ma è il pilastro su cui poggerà la ISS del futuro. La NASA sta infatti preparando il terreno per la transizione verso una gestione commerciale dell’orbita bassa. Più energia significa poter supportare nuovi moduli privati, laboratori industriali e un numero crescente di attività commerciali che prenderanno il posto della stazione attuale nei prossimi anni. Inoltre, la tecnologia roll-out ha già dato prova della sua versatilità in missioni di difesa planetaria come DART, confermandosi uno standard fondamentale per l’esplorazione dello spazio profondo.

I numeri di un successo

Nonostante la complessità del lavoro abbia costretto il controllo missione a rimandare alcuni compiti secondari e non critici, come il campionamento di microrganismi sulla superficie esterna, l’operazione è stata un successo totale. La passeggiata spaziale è iniziata alle 12:52 UTC e si è conclusa dopo 7 ore e 2 minuti, segnando la 278ª uscita dedicata alla manutenzione della ISS. Questo intervento porta il totale delle ore di lavoro esterno a oltre 1.760, inaugurando ufficialmente le attività extraveicolari del 2026 e riportando gli astronauti americani a camminare tra le stelle per la prima volta dal maggio dello scorso anno.