Pichetto Fratin: “preoccupazione per la guerra in Iran, ma l’Italia dipende poco dal Golfo”

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica interviene a margine di Milano Smart: difficile valutare le ricadute finali del conflitto

“Certamente” c’è preoccupazione per la guerra in Iran, “noi siamo un Paese che dipende per l’80% dall’estero e la metà della nostra energia ha fonte fossile e gas. Però devo anche dire che è molto poco quello che noi prendiamo dal Golfo Persico”, e “certamente non subiamo le conseguenze come il resto dell’Europa rispetto a quelle che sono le quotazioni”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine della terza edizione di “Milano Smart”. Il ministro ha sottolineato come il sistema energetico italiano, pur restando fortemente dipendente dalle importazioni, abbia un’esposizione limitata rispetto alle forniture provenienti dal Golfo Persico.

Questo elemento, secondo Pichetto Fratin, consente all’Italia di affrontare con una maggiore stabilità eventuali oscillazioni dei prezzi rispetto ad altri Paesi europei più legati alle dinamiche di quell’area.

Le possibili ricadute del conflitto

Il quadro internazionale resta comunque incerto. “E’ molto difficile valutare quelle che saranno le ricadute finali se dovesse cessare immediatamente anche il conflitto”, ha aggiunto. Secondo il ministro, l’evoluzione della crisi e l’andamento dei mercati energetici nelle prossime settimane saranno determinanti per comprendere gli effetti reali sull’economia e sul settore energetico.