La Polonia sta valutando l’introduzione di misure per limitare l’afflusso di automobilisti stranieri, in particolare provenienti dalla Germania, attratti dai prezzi più bassi del carburante. A renderlo noto è stato il ministro dell’Energia Milosz Motyka, che ha spiegato come il fenomeno del cosiddetto “turismo del carburante” sia ormai sotto attenta osservazione da parte del governo. Varsavia ha infatti introdotto un tetto massimo ai prezzi, accompagnato da una riduzione dell’Iva e delle accise su benzina e diesel. Questo intervento ha portato il costo della benzina a circa 6,16 zloty al litro (1,44 euro) e quello del diesel a 7,60 zloty (circa 1,77 euro), livelli nettamente inferiori rispetto a quelli tedeschi, dove i prezzi superano stabilmente i due euro al litro.
L’ipotesi di restrizioni per gli stranieri
Di fronte a questa differenza di prezzo, sempre più cittadini tedeschi attraversano il confine per fare rifornimento nelle stazioni di servizio polacche, generando un flusso significativo che potrebbe incidere sul mercato interno. Il ministro Motyka ha dichiarato che il governo e la compagnia petrolifera statale Orlen stanno monitorando attentamente la situazione. Tra le opzioni sul tavolo vi sarebbe l’introduzione di restrizioni sugli acquisti di carburante da parte di stranieri, applicabili sia a livello territoriale nelle aree di confine sia su scala nazionale. Una misura che, se adottata, segnerebbe un intervento diretto per proteggere i consumatori interni e contenere gli effetti delle politiche di prezzo calmierato.
Il rischio di scontro con l’Unione Europea
Tuttavia, l’eventuale introduzione di prezzi differenziati o limitazioni per i cittadini stranieri potrebbe entrare in conflitto con le normative comunitarie. Secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco “Bild”, provvedimenti simili sarebbero contrari ai principi del mercato unico europeo. La Commissione Europea ha già criticato decisioni analoghe adottate da altri Paesi, come Ungheria e Slovacchia, che hanno introdotto prezzi più elevati per gli automobilisti stranieri.
In quei casi, Bruxelles ha minacciato l’avvio di procedure per discriminazione. Se la Polonia dovesse seguire la stessa strada, il confronto con le istituzioni europee appare quindi inevitabile, aprendo un nuovo fronte di tensione tra politiche nazionali e regole comunitarie.
