Lunedì 16 marzo 2026, lo Spazio sopra le nostre teste è stato teatro di un evento che consolida le ambizioni della Cina nel cosmo. Il comandante della missione Shenzhou 21, Zhang Lu, insieme al collega Wu Fei, ha portato a termine con successo una complessa attività extraveicolare (EVA) all’esterno della stazione spaziale Tiangong, segnando un traguardo che lo proietta definitivamente nell’olimpo degli astronauti più esperti del pianeta.
Sette ore sospesi nel vuoto
Usciti dal modulo sperimentale Wentian alle prime luci dell’alba, Zhang e Wu hanno lavorato ininterrottamente per circa 7 ore, protetti dalle loro tute spaziali Feitian. Non si è trattato di una semplice parata tecnologica, ma di un intervento cruciale per la sopravvivenza dell’avamposto: i 2 hanno installato speciali scudi protettivi contro i detriti spaziali sulla struttura esterna.
L’operazione è figlia di una lezione imparata duramente lo scorso dicembre, quando un’ispezione rivelò una crepa nell’oblò della navetta Shenzhou 20, colpita probabilmente da un micro-meteorite. Grazie al supporto del braccio robotico della stazione e al monitoraggio costante dei colleghi dall’interno e dei tecnici a terra, Zhang e Wu hanno reso la “casa” orbitale molto più sicura contro i proiettili invisibili che sfrecciano a migliaia di km orari nel vuoto.
Un record che parla di costanza e coraggio
Con questa 6ª uscita, il 49enne Zhang Lu ha ufficialmente eguagliato il primato nazionale cinese detenuto da Chen Dong. È una scalata iniziata solo nel 2022 con la missione Shenzhou 15, durante la quale Zhang aveva già stupito tutti con ben 4 passeggiate spaziali in meno di 200 giorni.
Sebbene il record mondiale assoluto resti saldamente nelle mani del cosmonauta russo Anatoly Solovyev (con le sue incredibili 16 uscite) e il primato americano sia ancora della leggendaria Peggy Whitson (ferma a quota 10), la rapidità con cui gli astronauti cinesi stanno accumulando esperienza extraveicolare testimonia l’accelerazione impressionante del programma spaziale di Pechino.
Il 2026: un anno di svolta per la Tiangong
La missione di Zhang Lu è solo un tassello di un mosaico molto più vasto. La Cina punta infatti a mantenere la stazione Tiangong abitata stabilmente per almeno un decennio, e il 2026 si sta rivelando l’anno della verità. Mentre la navetta Shenzhou 22 resta attraccata come una “scialuppa di salvataggio” sempre pronta all’uso, Pechino sta già preparando i prossimi passi: i lanci delle navette Shenzhou 23 e 24 sono previsti entro l’anno, accompagnati dal cargo Tianzhou per i rifornimenti.
Ma la vera attesa è per la capsula di nuova generazione Mengzhou. Dopo il successo dei test di febbraio, il suo primo attracco alla Tiangong potrebbe avvenire proprio nei prossimi mesi, segnando il passaggio tecnologico definitivo verso le future missioni lunari cinesi. In questo scenario, l’esperienza maturata da veterani come Zhang Lu diventa il patrimonio più prezioso per i futuri esploratori che oseranno spingersi oltre l’orbita terrestre.



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