Taglio delle accise, controlli e sostegni a tir e pesca: le misure del decreto carburanti

I dettagli del decreto carburanti: lo stanziamento di fondi dovrebbe essere sotto il miliardo di euro

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge sui carburanti con un pacchetto di interventi a tempo per ridurre i prezzi, saliti a seguito del conflitto in Iran. Lo stanziamento di fondi dovrebbe essere sotto il miliardo di euro. Dal taglio delle accise per 20 giorni con un effetto sul prezzo di 25 centesimi al litro su benzina e diesel e di 12 centesimi sul GPL, al credito di imposta sul gasolio per autotrasportatori e pescherecci, fino al rafforzamento dei controlli anti-speculazione, ecco le misure decise dal Cdm.

Il governo è pronto ad allungare la durata delle misure, se la crisi innescata dalla guerra in Iran non dovesse rientrare.

Taglio delle accise

Il decreto legge prevede un taglio delle accise sui carburanti che consentirà di ridurre il prezzo di 25 centesimi di euro al litro per 20 giorni. Sfumato l’annunciato rafforzamento della social card sui carburanti per le famiglie meno abbienti: la misura avrebbe riguardato solo i redditi bassi, ed è stata riassorbita nel generale taglio delle accise.

Autotrasportatori

Agli autotrasportatori sarà riconosciuto un credito d’imposta sull’acquisto di gasolio. La percentuale è ancora da definire nel dettaglio e sarà stabilita in un secondo provvedimento.

Pesca

Per le imprese della pesca, ha annunciato il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, è previsto un credito di imposta del 20% sui carburanti per marzo, aprile e maggio, per 10 milioni di euro in totale.

Controlli

Per tre mesi, le compagnie petrolifere dovranno inviare giornalmente al Mimit i prezzi consigliati di vendita, pena una sanzione pari allo 0,1% del fatturato. Mister Prezzi, la Guardia di Finanza e l’Antitrust sono mobilitate per uno speciale regime di controllo dei “fenomeni distorsivi lungo la filiera di approvvigionamento e distribuzione dei carburanti“. Sono previste sanzioni, e nei casi estremi, denunce alla magistratura “per verificare la sussistenza del reato di ‘manovre speculative'”.