Tempesta geomagnetica in arrivo: allerta G3 per l’impatto di una CME

Il brillamento di classe X1.5 mette in allerta le agenzie spaziali, incertezza sui modelli tra NASA e NOAA mentre si avvicina il lancio di Artemis II

Una tempesta geomagnetica classe G3 è prevista per la giornata di oggi, 31 marzo, a causa di un’espulsione di massa coronale (CME) che si appresta a colpire il campo magnetico terrestre. L’evento ha avuto origine da un brillamento solare di classe X1.5 registrato nella giornata di ieri, innescando un monitoraggio costante da parte delle agenzie spaziali. Nonostante la classificazione “forte”, regna una certa incertezza tra gli esperti: i modelli previsionali della NASA e del NOAA non concordano infatti sulla severità dell’impatto, lasciando spazio a diverse interpretazioni sull’intensità effettiva del fenomeno. Questa discrepanza rende il monitoraggio odierno fondamentale non solo per le infrastrutture terrestri, ma anche per le operazioni spaziali in corso. Se la CME dovesse arrivare puntuale, il razzo della missione Artemis II della NASA potrebbe trovarsi a decollare proprio nel bel mezzo di questa perturbazione geomagnetica, la cui finestra temporale coincide con il lancio previsto per il 1° aprile. In ogni caso, l’evento non è classificato come estremo e non dovrebbe affatto compromettere la sicurezza della missione verso la Luna.

Modelli a confronto: l’incertezza dei dati scientifici

L’attuale situazione meteorologica spaziale evidenzia una delle sfide più complesse per gli eliofisici: la previsione accurata dell’impatto di una CME. Sebbene l’origine del fenomeno sia ben documentata – un brillamento di classe X1.5, tra i più energetici – la traiettoria e la densità del plasma solare che raggiungerà la Terra sono oggetto di dibattito. I modelli elaborati dallo Space Weather Prediction center NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e dalla NASA presentano proiezioni divergenti, rendendo difficile stabilire con precisione l’ora esatta e la forza d’urto del “contatto”. Questa “carezza” magnetica, seppur classificata come G3, rientra comunque in una casistica gestibile che non dovrebbe causare blackout su larga scala, ma richiede attenzione per i sistemi di navigazione satellitare (GPS), le comunicazioni radio a onde corte, e le reti elettriche situate ad alte latitudini.

La missione Artemis II non è a rischio

L’attenzione mediatica è rivolta in particolare al Kennedy Space Center, dove i preparativi per il lancio di Artemis II proseguono senza sosta. Il decollo, fissato per il 1° aprile, cade in un momento delicato dal punto di vista dell’attività solare, poiché il vettore potrebbe attraversare l’alta atmosfera proprio mentre gli effetti della tempesta sono ancora attivi. Tuttavia, le specifiche tecniche e gli schermi protettivi del veicolo spaziale sono progettati per resistere a sollecitazioni ben superiori. L’evento meteorologico spaziale odierno, pur essendo rilevante, è lontano dall’essere considerato estremo. Di conseguenza, non rappresenta una minaccia tale da richiedere un rinvio del lancio o da mettere in pericolo l’incolumità dell’equipaggio e l’integrità del vettore durante la sua ascesa verso l’orbita lunare.