Tempesta perfetta (meteo e politica) paralizza gli USA: voli cancellati e aeroporti nel caos

Più di 200 milioni di americani sotto allerta. Un mix letale di condizioni meteorologiche estreme e lo "shutdown" governativo mette in ginocchio gli scali della nazione, lasciando i viaggiatori a terra e i lavoratori della sicurezza senza stipendio

Gli Stati Uniti si sono divisi in 2, intrappolati in una morsa di condizioni meteorologiche estreme che ha coinvolto oltre la metà della popolazione nazionale. Da un’ondata di caldo storico in California, alle bufere di neve che stanno seppellendo il Midwest, fino alle tempeste in marcia verso la East Coast e agli incendi in Nebraska, “Madre Natura ci sta sferrando un colpo durissimo“, come ha dichiarato il governatore del Nebraska, Jim Pillen. Secondo AccuWeather, oltre 200 milioni di persone sono state poste sotto allerta per fenomeni pericolosi. A complicare un quadro già drammatico, una crisi politica e amministrativa sta mettendo in ginocchio i trasporti aerei in uno dei periodi più affollati dell’anno.

Caos nei cieli: aeroporti paralizzati e passeggeri stremati

L’impatto sulle infrastrutture di trasporto è stato devastante. Nella sola giornata di lunedì, i voli cancellati in tutta la nazione hanno superato quota 4.700, con enormi disagi negli hub principali. I dati forniti da FlightAware fotografano una situazione critica, evidenziando come siano saltati circa 600 collegamenti all’aeroporto internazionale O’Hare di Chicago, oltre 470 all’Hartsfield-Jackson di Atlanta e più di 450 al LaGuardia di New York City.

Oggi la situazione non è purtroppo migliorata, con più di 550 voli già cancellati e oltre 460 ritardati fin dalle prime ore della giornata. La Federal Aviation Administration (FAA) si è vista costretta a ordinare blocchi a terra ad Atlanta e Charlotte, oltre a imporre pesanti ritardi aerei al JFK e al Newark Liberty. I passeggeri si ritrovano comprensibilmente esausti e frustrati.

L’ombra dello “shutdown” sulla sicurezza

Le intemperie colpiscono in un momento estremamente critico: gli aeroporti sono gremiti per le vacanze di primavera e per l’esodo dei tifosi diretti ai tornei di basket dei college del March Madness. In parallelo, il sistema affronta le pesanti conseguenze di uno shutdown governativo parziale iniziato il 14 febbraio, che ha colpito il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) e, di conseguenza, la Transportation Security Administration (TSA).

Lo stallo politico – nato dalla richiesta dei Democratici di nuove restrizioni sulle operazioni federali di immigrazione dopo le sparatorie mortali di Alex Pretti e Renee Good a Minneapolis – ha lasciato i dipendenti della TSA senza stipendio per il primo intero ciclo di paga. Si tratta del 3° shutdown in meno di un anno, e le conseguenze pratiche sono drammatiche. Oltre 300 agenti della TSA si sono dimessi dall’inizio del blocco governativo, mentre i lavoratori rimasti si trovano a fare i conti con un forte stress economico.

Tutto questo si traduce inevitabilmente in un grave disservizio per l’utenza, con file chilometriche ai controlli di sicurezza. A titolo di esempio, l’aeroporto di Austin, in Texas, ha registrato code che si riversavano sui marciapiedi esterni già alle 05:30 del mattino, mentre lo scalo di New Orleans si è visto costretto a lanciare un appello ai viaggiatori, consigliando loro di arrivare ai terminal con almeno tre ore di anticipo rispetto alla partenza.

Estremi meteo: dal gelo del Nord al caldo del Sud/Ovest

Le anomalie meteo  si stanno manifestando con una violenza inusuale, colpendo contemporaneamente diverse macroregioni del Paese con fenomeni diametralmente opposti.

Il Midwest sotto la neve

Bufere di neve hanno colpito duramente i Grandi Laghi. Nel Nord del Wisconsin, la città di Mountain ha registrato quasi un metro di neve da sabato, mentre il Michigan si prepara a riceverne altri 30 centimetri a causa di una nuova perturbazione.

Tempeste a Est e tragedie a New York

Il sistema responsabile della neve si è poi spostato verso l’East Coast, portando piogge torrenziali e rischio di tornado, con 4 eventi vorticosi già confermati in Missouri nella giornata di domenica, fortunatamente senza feriti. A New York City, i forti venti hanno avuto conseguenze letali: 4 persone, tra cui un bambino, hanno perso la vita lunedì pomeriggio a causa della rapida propagazione di un incendio in un condominio di 3 piani, alimentato dalle forti raffiche. In tutta la costa, da Washington (dove agenzie federali e Congresso hanno chiuso in anticipo) fino alla Virginia, l’allerta è rimasta alta, sebbene nella capitale i fenomeni più severi non si siano sviluppati come temuto.

Ondata di calore da record a Ovest e incendi nel Midwest

Mentre l’Est trema, il Sud/Ovest brucia. Una “cupola di calore” sta spingendo le temperature in Arizona ben oltre la soglia dei +100°F (+37,8°C). A Phoenix, i meteorologi prevedono 5 giorni consecutivi con temperature a 3 cifre, un evento registrato solo una volta in precedenza a marzo, nel lontano 1988. Dan DePodwin, meteorologo di AccuWeather, ha confermato che si tratta di un’ondata di calore senza precedenti nella storia registrata del Sud/Ovest. Anche in California si sfiorano i +32°C a San Francisco e Sacramento, mentre Los Angeles punta verso i +38°C. Il sindaco di Los Angeles, Karen Bass, ha sottolineato l’anomalia ricordando che, tecnicamente, la stagione è ancora invernale e che queste temperature per il mese di marzo sono un chiaro segnale dell’impatto del cambiamento climatico sulla città. Nel frattempo, in Nebraska, condizioni secche e ventose hanno scatenato il più grande incendio nella storia dello Stato, divorando oltre 2.953 km quadrati di praterie.

Alluvioni alle Hawaii e crollo termico

A migliaia di km di distanza, le Hawaii sono state devastate da piogge torrenziali nel fine settimana, con oltre 38 cm di pioggia su tutte le isole e il doppio su alcune aree di Maui, provocando frane e strade distrutte. E per chiudere il cerchio, alle spalle del fronte freddo dell’East Coast, l’aria gelida in discesa verso Sud porterà temperature percepite sotto lo zero fino alla costa del Golfo e alla Panhandle della Florida, mutando la pioggia in neve fino agli Appalachi centrali della West Virginia.