Terremoto, crolli e blackout in Grecia e Albania: forte scossa scuote l’Epiro e sveglia la Puglia nella notte della Festa della Donna

Un risveglio di paura alle 4:32 della notte per migliaia di cittadini tra il Salento e le coste balcaniche: magnitudo 5.4 con epicentro vicino Giannina, crolli e blackout in Grecia

Nelle prime ore di oggi, domenica 8 marzo 2026, nella giornata dedicata alla celebrazione della Festa della Donna, la terra ha tremato con violenza nel settore balcanico meridionale. Erano le 4:32 quando i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell’Istituto di Geodinamica di Atene hanno registrato un evento sismico di magnitudo 5.4. L’epicentro è stato localizzato nella regione dell’Epiro, nella Grecia settentrionale, a circa 20 chilometri dalla città di Giannina (Ioannina) e a breve distanza dal confine con l’Albania. La profondità ipocentrale, stimata intorno ai 10 chilometri, qualifica questo terremoto come superficiale, una caratteristica che ha amplificato la percezione delle onde sismiche sia nelle aree prossime all’origine sia a centinaia di chilometri di distanza, attraversando il Mar Jonio fino a raggiungere le coste italiane svegliando migliaia di persone nel sonno, in particolare nel Salento e nel tarantino.

Danni e paura in Grecia e Albania: il bilancio ufficiale

Le autorità locali e le istituzioni greche hanno immediatamente attivato i protocolli di emergenza. Il sindaco di Giannina ha riferito che la popolazione è uscita in strada in preda al panico, descrivendo un movimento tellurico sussultorio molto intenso che ha causato l’interruzione immediata dell’energia elettrica in diversi quartieri della città e nei villaggi limitrofi di Leptokarya. Secondo quanto riportato dal Governatore regionale dell’Epiro, si sono registrati danni strutturali a vecchi edifici e alcune case rurali, oltre a diverse frane che hanno parzialmente bloccato la rete stradale tra Ioannina e Igoumenitsa. Proprio la grande autostrada che collega Ioannina a Igoumenitsa, denominata Egnatia Odos, è stata infatti interessata dalla caduta di grossi massi e detriti che hanno parzialmente bloccato la carreggiata. Nei piccoli villaggi vicino all’epicentro ci sono immagini di muretti a secco crollati e lesioni significative in vecchie case in pietra. Squadre di soccorso sono al lavoro per liberare le strade da piccoli smottamenti causati dal movimento tellurico superficiale.

Anche in Albania, specialmente nelle aree di Argirocastro e Konispol, la scossa è stata avvertita con forza, portando alla segnalazione di crepe in alcuni edifici civili. Fortunatamente, al momento non si segnalano vittime, ma la paura rimane altissima a causa dello sciame sismico che sta continuando a interessare la zona e alle possibili repliche.

Il risentimento sismico in Puglia e il panico nel Salento

Il fenomeno non è rimasto confinato alla penisola balcanica: la Puglia ha avvertito il sisma in modo nitido e prolungato. A Lecce, il risentimento sismico è stato valutato dall’INGV del 4° grado della scala Mercalli. Molti cittadini hanno riferito di essere stati svegliati dal cigolio dei mobili e dal movimento oscillatorio dei letti, mentre i lampadari hanno ballato vistosamente per diversi secondi. A Brindisi, l’intensità è stata stimata al 3° grado Mercalli, una vibrazione simile al passaggio di un mezzo pesante che è stata però sufficiente a spaventare chi risiede ai piani alti degli edifici. Anche a Taranto la scossa è stata percepita distintamente, così come nei comuni costieri del Salento meridionale, su tutti Otranto e Santa Maria di Leuca, dove la conformazione del sottosuolo e la propagazione delle onde attraverso la crosta ionica hanno favorito il trasporto dell’energia sismica verso l’Italia. La propagazione così efficiente verso la Puglia è dovuta alla rigidità della crosta terrestre sotto il Mar Jonio, che agisce come un conduttore per le onde sismiche.

Differenza tra Scala Richter e Scala Mercalli: l’intensità nel Salento

Per comprendere l’entità di quanto accaduto, è fondamentale distinguere i due parametri usati dai sismologi. La scala Richter misura la magnitudo, ovvero l’energia sprigionata dalla faglia nel sottosuolo: il valore di 5.4 registrato oggi descrive un evento di forza moderata ma significativa. La scala Mercalli, invece, misura l’intensità macrosismica basandosi sugli effetti prodotti su persone e manufatti. Quando parliamo di un 4° grado Mercalli a Lecce, intendiamo che il sisma è stato avvertito da molte persone all’interno degli edifici, con vibrazioni simili a quelle prodotte da un urto contro le pareti ma senza danni alle strutture. Il 3° grado a Brindisi indica invece una percezione più lieve, spesso limitata a chi si trova in una posizione di assoluto riposo. Questa distinzione spiega perché, nonostante la forza del terremoto all’origine, in Puglia si sia trattato principalmente di un grande spavento senza conseguenze materiali.

La sismicità dell’Epiro e i grandi precedenti storici tra Grecia, Albania e Puglia

La regione dell’Epiro è storicamente una delle aree più attive del Mediterraneo orientale a causa della complessa interazione tra la placca africana e quella euroasiatica. Esaminando i precedenti storici, emergono eventi di rara potenza che hanno segnato profondamente il territorio. Uno dei più rilevanti avvenne il 1° maggio 1967, quando un devastante terremoto di magnitudo 6.4 colpì proprio l’Epiro, causando la distruzione di oltre 16.000 edifici e la perdita di 9 vite umane. Ancora prima, il 14 novembre 1919, un sisma di magnitudo 6.3 colpì duramente l’area di Giannina, provocando crolli estesi e panico generalizzato. In entrambi i casi, così come avvenuto oggi, le cronache dell’epoca riportarono un forte risentimento in Puglia, con la popolazione locale che avvertì chiaramente le oscillazioni, a testimonianza di come il destino geologico delle due sponde dello Jonio sia indissolubilmente legato. Da menzionare anche,  in tempi più recenti, il forte terremoto di magnitudo 6.5 che colpì l’Albania nel novembre 2019, causando ingenti distruzioni a Durazzo.