Terremoto Mar Tirreno: la scheda con gli effetti macrosismici

La scheda con gli effetti macrosismici del terremoto verificatosi nel Mar Tirreno nella notte tra il 9 e il 10 marzo 2026

Nella notte tra il 9 e il 10 marzo 2026, un terremoto di magnitudo 5.9 ha scosso l’Italia, destando preoccupazione tra i cittadini da Nord a Sud del paese. Nonostante l’intensità della scossa, l’impatto sul territorio è stato sorprendentemente lieve, suscitando curiosità e domande sulla natura dell’evento. L’origine di questa discrepanza risiede nella profondità dell’epicentro, un aspetto che ha attenuato notevolmente gli effetti superficiali pur mantenendo alta la magnitudo. Il terremoto si è verificato alle ore 00:03 italiane, al largo della costa campana, in una zona situata a una profondità notevole. Questo è un fenomeno geologico affascinante che dimostra come il nostro pianeta sia “vivo” anche nei suoi strati più profondi. Un terremoto profondo, infatti, può generare una forte scossa senza avere gli stessi effetti devastanti di un evento sismico superficiale. Grazie al prezioso lavoro di Giovanni Falcicchia, pubblichiamo la relativa scheda con gli effetti macrosismici.

Terremoto con epicentro nel Distretto Sismico: Golfo di Napoli

Data 10/03/2026 Ora 00:03:48

Latitudine 40.52° Longitudine 14.13°

Magnitudo 5.9 Profondità 414 Km

La presente scheda elenca gli effetti macrosismici stimati secondo un modello che utilizza i dati qui esposti. Gli effetti macrosismici rilevati, in una qualsiasi località, possono variare di uno o due livelli, in più o in meno, a seconda della conformazione geologica del territorio o di peculiari caratteristiche costruttive delle abitazioni. Escluso indicazioni diverse, la percettibilità del sisma è intesa in orario diurno. L’accelerazione di picco al suolo: PGA è espressa in % g.

N. B. La numerazione e la terminologia utilizzate non equivalgono a quelle riportate in altre scale sismiche.

Città e territori a una distanza inferiore a 437 Km dall’epicentro:

Roma, Napoli, Palermo, Firenze, Reggio Calabria, Ancona, Pescara, Bari, Potenza, Campobasso

4 – Scossa lieve          0.1 < PGA < 0.2       II MCS

Ai piani superiori degli edifici, poche persone in condizioni di quiete, avvertono un lieve tremore. I lampadari sono smossi dalla loro posizione di equilibrio; tali effetti mettono in apprensione chi li percepisce. All’aperto, quasi nessuno avverte il sisma. Dal territorio giungono poche segnalazioni; in qualche caso isolato, esse riferiscono di un’indistinta, greve sonorità che precede il terremoto.

Città e territori a una distanza compresa tra 437 Km e 902 Km dall’epicentro:

Milano, Torino, Genova, Venezia, Cagliari, Bologna, Zagabria, Atene, Tunisi, Vienna, Zurigo

3 – Scossa tenue         0.05 < PGA < 0.10          I – II MCS

Agli ultimi piani delle costruzioni più alte, pochissime persone, in condizioni di perfetta quiete, percepiscono una lievissima oscillazione, tale da non destare alcuna preoccupazione. All’aperto, nessuno avverte il terremoto. Nella regione, il rombo sismico non è udibile. Tramite Internet giungono pochissime segnalazioni del sisma.

Città e territori a una distanza compresa tra 902 Km e 1583 Km dall’epicentro:

Parigi, Madrid, Algeri, Berlino, Amsterdam, Bruxelles, Varsavia, Praga, Bucarest, Istanbul

2 – Scossa impercettibile       0.025 < PGA < 0.050        I MCS

Generalmente la scossa non è percepita dalla popolazione. In circostanze particolarmente favorevoli, une esiguo numero di persone potrebbe avvertire una certa instabilità, senza necessariamente associarla al terremoto. Tramite Internet giungono isolate e sporadiche segnalazioni del sisma.

Territori a una distanza superiore a 1583 Km dall’epicentro.

1 – Scossa strumentale          PGA < 0.025           I MCS
L’intensità dell’evento è trascurabile; esso è rilevato dalle stazioni sismiche presenti nella regione. Anche nelle condizioni più favorevoli, la scossa non è avvertita dalla popolazione. Dal territorio non giunge alcuna segnalazione del terremoto.