Terremoto Sicilia, forte scossa nel Messinese: sciame sismico tra Mistretta e Castel di Lucio | LIVE

Una scossa di terremoto è stata avvertita in Sicilia alle 19:04 di oggi, sabato 21 marzo: sciame sismico in corso nel Messinese

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Una scossa di terremoto si è verificata in Sicilia alle 19:04 di oggi, sabato 21 marzo. I sismografi hanno registrato un terremoto di magnitudo 4.1 avvertito nel Messinese, nella zona di Mistretta. Il sisma è avvenuto ad una profondità di 26km. L’epicentro è stato individuato, più precisamente, 2km a sud di Castel di Lucio. Nella zona è in corso una sciame sismico, con diverse scosse che si stanno susseguendo a breve distanza di tempo. Alle 19:03, la scossa più forte è stata preceduta da una di magnitudo 3.7, seguita un minuto dopo da una di magnitudo 3 e da quella di magnitudo 4.1 Alle 19:06, si è verificata poi una scossa di magnitudo 3.3, sempre nella stessa zona tra Mistretta, Castel di Lucio e Pettineo.

Dalle ore 19:15 sulla linea Palermo – Messina la circolazione ferroviaria è sospesa in via precauzionale tra Torre del Lauro e Cefalù per consentire la verifica dello stato della linea a seguito della scossa di terremoto che ha interessato la zona. È in corso l’intervento dei tecnici di Rfi per i necessari controlli alla linea.

Le faglie presenti nella zona

La fascia Nebrodi–Madonie–Tirreno settentrionale non è controllata da una sola “grande faglia”, ma da un sistema articolato di strutture normali e normali-oblique plio-quaternarie che tagliano e riattivano strutture compressive più antiche della catena siciliana. In altre parole: l’area è geologicamente complessa, e i terremoti possono distribuirsi su più segmenti o su volumi di crosta deformati, non sempre su una singola faglia ben cartografata in superficie.

Per la zona più stretta di Castel di Lucio/Mistretta, viene segnalata la vicinanza a strutture sismogenetiche del Tirreno settentrionale e, più in generale, un contesto di elevata pericolosità sismica. Questo punto è importante: assenza di una faglia capace mappata sotto il paese non significa assenza di terremoti, ma solo che la sorgente può essere più profonda, cieca o distribuita su strutture non espresse nettamente in superficie.

Gli studi sui Monti Nebrodi mostrano inoltre che la deformazione recente è spesso legata a faglie neotettoniche e a volumi fratturati diffusi. Per lo sciame 2011–2013, ad esempio, la letteratura indica un volume sismogenetico allungato E–W che ingloba un confine tettonico orientato NW–SE; un altro studio sull’area Nebrodi–Peloritani suggerisce che in certi settori la sismicità si distribuisca in una fratturazione diffusa tra faglie principali, più che concentrarsi su un unico piano di faglia.

Precedenti storici nella zona

Il terremoto di Mistretta del 31 ottobre 1967

È il precedente locale più significativo da tenere in mente. Le fonti storiche INGV/CFTI riportano effetti molto forti nell’area di Mistretta e Castel di Lucio. A Castel di Lucio l’intensità raggiunse circa VII–VIII MCS: crollarono 2 case, 225 abitazioni furono danneggiate, 22 sgomberate e 17 dichiarate solo parzialmente abitabili.

Per Mistretta, la documentazione di microzonazione ricorda che su circa 2.700 abitazioni, 2.286 furono danneggiate in varia misura e circa 300 dichiarate inabitabili e sgomberate. Questo dà bene la misura della vulnerabilità storica del costruito locale.

La sequenza dei Nebrodi 2011–2013

Tra giugno 2011 e settembre 2013 i Nebrodi furono interessati da uno sciame sismico con oltre 2.700 eventi, con magnitudo fino a ML 4.6. La crisi sismica del 24 giugno 2011 produsse effetti macrosismici fino a Imax 5 EMS-98, e una nuova sequenza si attivò il 4 gennaio 2013 con una scossa di ML 4.3. Anche se l’epicentro principale di quelle sequenze era più a est rispetto a Castel di Lucio, fanno parte dello stesso quadro sismotettonico nebroideo e mostrano che la catena è capace di produrre sciami prolungati e terremoti avvertiti diffusamente.

I grandi terremoti regionali del Messinese

Su scala più ampia, il riferimento storico resta il terremoto dello Stretto di Messina del 28 dicembre 1908, uno dei più forti della storia italiana, con effetti devastanti a Messina e Reggio Calabria e tsunami associato. A Mistretta gli effetti risultarono più contenuti rispetto allo Stretto, ma comunque registrati nei database macrosismici. Questo ricorda che il Messinese, nel suo complesso, è una delle aree a più alta sismicità d’Italia