Ieri, 4 marzo 2026 alle ore 07:05, è stato registrato un terremoto ML 4.5 (Mw 4.4) sul versante Sud/Ovest dell’Etna, con ipocentro a circa 3.8 km di profondità. “Da quel momento sono stati localizzati oltre 45 eventi di magnitudo comprese tra 1.0 e 2.3 (aggiornamento alle ore 12:00 di oggi 5 marzo). L’evento a più alta energia è stato localizzato a 2.9 km a Nord/Ovest dell’abitato di Ragalna (CT) e a 4.7 km da quello di Biancavilla (CT)“: a fare il punto sono gli esperti INGV, sul blog INGVvulcani. “Presso la Sala Operativa dell’Osservatorio Etneo sono subito pervenute segnalazioni che indicavano come il terremoto fosse stato avvertito anche a Catania (distante circa 22 km dall’epicentro) e in aree limitrofe. Il rilievo macrosismico preliminare condotto in area epicentrale da parte di un gruppo di esperti “QUEST” dell’Osservatorio Etneo, ha evidenziato danni lievi/moderati ad edifici pubblici e privati di Ragalna, prevalentemente nella parte bassa dell’abitato“.
La mappa del risentimento sismico, “elaborata in tempo reale grazie al contributo di oltre 1100 cittadini che hanno descritto la propria esperienza compilando il questionario macrosismico disponibile su http://www.haisentitoilterremoto.it, mostra che l’evento è stato anche avvertito in diverse località della Sicilia orientale“.

La mappa di scuotimento (ShakeMap) “indica un grado di intensità MCS pari a 6–7 in area epicentrale. Questi valori di intensità indicano uno scuotimento forte e con danni leggeri“.

Il terremoto principale e le scosse successive “hanno interessato una zona del versante sud-occidentale dell’Etna che è caratterizzato dalla presenza di un sistema di faglie dirette, con componente trascorrente destra, noto nella letteratura scientifica come Sistema di Ragalna“.

Secondo i dati della sismicità storica “nella regione etnea disponibili dal 1600, il settore del versante sud-occidentale del vulcano è stato interessato nel passato da eventi con intensità epicentrale massima del VII-VIII grado EMS (Ml 4.0-4.3)“.
La zona interessata “è caratterizzata da una pericolosità sismica alta, come testimoniato dalla Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale (MPS04) e dai forti terremoti avvenuti in passato“, concludono gli esperti INGV.


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