Nello Spazio profondo, le leggi della fisica possono dare vita a spettacoli inaspettati. È il caso della cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresák, un piccolo corpo celeste proveniente dalla Fascia di Kuiper che ha lasciato a bocca aperta la comunità scientifica. Per la prima volta nella storia dell’astronomia, infatti, i ricercatori hanno osservato prove dirette di una cometa che ha prima rallentato drasticamente la propria rotazione per poi invertirne il senso. La scoperta, pubblicata su The Astronomical Journal, è stata possibile grazie a una “caccia al tesoro” condotta dal professor David Jewitt dell’Università della California (UCLA) tra i dati del telescopio spaziale Hubble della NASA.
Una trottola spinta dal vapore
La cometa 41P è un oggetto relativamente piccolo: il suo nucleo misura circa 1 km di diametro, una dimensione paragonabile a 3 volte l’altezza della Torre Eiffel. Proprio questa sua “leggerezza” la rende estremamente sensibile alle forze esterne, in particolare a quelle generate dalla sua stessa attività. Quando una cometa si avvicina al Sole, il calore provoca la sublimazione dei ghiacci superficiali, che si trasformano in gas e vengono espulsi nello Spazio sotto forma di getti. “Questi pennacchi di gas agiscono come piccoli motori di manovra“, ha spiegato Jewitt. Se i getti non sono distribuiti in modo uniforme, possono esercitare una torsione sul nucleo, cambiandone il modo di ruotare.
Questa metamorfosi si è compiuta nel giro di pochi mesi durante il passaggio ravvicinato al Sole nel 2017. Se a marzo le osservazioni mostravano una rotazione ancora regolare, già a maggio i dati dell’osservatorio Swift rivelavano un rallentamento drastico: la cometa impiegava tra le 46 e le 60 ore per compiere un giro completo, risultando tre volte più lenta rispetto a soli 2 mesi prima. Il colpo di scena finale è arrivato a dicembre, quando le immagini di Hubble hanno mostrato che 41P aveva ripreso a correre vorticosamente, completando una rotazione in appena 14 ore, ma con una differenza fondamentale: ora girava nel senso opposto rispetto all’inizio dell’anno. L’analogia usata da Jewitt è chiarificatrice: “È come spingere una giostra. Se sta girando in una direzione e tu spingi contro quel movimento, puoi rallentarla fino a fermarla e poi farla ripartire al contrario“.
Un destino segnato: l’autodistruzione?
Oltre alla bizzarra rotazione, lo studio evidenzia un rapido invecchiamento del corpo celeste. Rispetto al passaggio del 2001, la produzione di gas di 41P è diminuita di circa 10 volte. Ciò suggerisce che il materiale volatile vicino alla superficie si stia esaurendo o sia rimasto intrappolato sotto strati di polvere isolante. Tuttavia, il pericolo maggiore per 41P deriva proprio dalla sua instabilità rotazionale. Se i getti di gas dovessero spingere la cometa a ruotare troppo velocemente, la debole gravità del nucleo potrebbe non essere sufficiente a tenerlo unito. La forza centrifuga finirebbe per vincere la coesione strutturale, portando la cometa a frantumarsi o disintegrarsi completamente. “Mi aspetto che questo nucleo si autodistrugga molto presto“, ha avvertito Jewitt.
Il tesoro nascosto negli archivi
Questa scoperta non è avvenuta in tempo reale, ma è il frutto di un’accurata ricerca nel Mikulski Archive for Space Telescopes, un immenso deposito che raccoglie decenni di osservazioni di Hubble e altre missioni. Rendendo i dati scientifici aperti a tutti, la NASA permette agli scienziati di “tornare indietro nel tempo” per rispondere a nuove domande, dimostrando che le grandi scoperte non richiedono sempre nuovi lanci, ma a volte solo uno sguardo nuovo su ciò che abbiamo già osservato.


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