Tifoni e civiltà: il clima contribuì al declino della Cina dell’Età del Bronzo

Uno studio su Science Advances ricostruisce, grazie a ossa oracolari e dati paleoclimatici, come eventi meteorologici estremi possano aver inciso sulla demografia di una delle prime grandi civiltà

Circa 3mila anni fa, nel cuore della Cina antica, il clima potrebbe aver avuto un ruolo decisivo nel destino di una delle regioni considerate la “Culla della Civiltà”. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science Advances suggerisce che l’intensificazione dei tifoni durante la tarda Età del Bronzo contribuì a un declino della popolazione nelle Pianure Centrali della Cina. La ricerca, guidata da Ke Ding della Nanjing University, ha analizzato un periodo compreso tra circa 3300 e 3000 anni fa, caratterizzato da una forte instabilità climatica globale. Gli studiosi ipotizzano che tali condizioni possano essere state legate a fenomeni simili a intensi episodi di El Niño, capaci di alterare profondamente i regimi atmosferici e delle precipitazioni.

Per ricostruire questo scenario, il team ha integrato diverse fonti di dati. Un elemento centrale dello studio è rappresentato da circa 55mila frammenti di ossa oracolari, utilizzate nell’antica Cina per pratiche divinatorie. Le iscrizioni incise su questi reperti contengono numerosi riferimenti a condizioni meteorologiche, come piogge torrenziali e inondazioni. Analizzando tali testimonianze, i ricercatori hanno costruito specifici indici climatici relativi al periodo compreso tra 3200 e 2996 anni fa.

Queste informazioni sono state poi confrontate con dati paleoclimatici basati su analisi al radiocarbonio e con evidenze archeologiche provenienti da diverse aree, tra cui la Pianura di Chengdu. L’insieme dei risultati mostra una correlazione tra l’aumento di precipitazioni estreme, probabilmente causate da tifoni più intensi penetrati nell’entroterra, e una fase di contrazione demografica nelle regioni interne della Cina.

Secondo gli autori, il caso storico offre una lezione importante anche per il presente. Gli eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti in un clima che cambia, possono generare profonde conseguenze sociali, soprattutto nelle aree meno preparate ad affrontare alluvioni e piogge eccezionali.