Il 1978 resta uno degli anni più significativi per gli avvistamenti UFO in Italia, un vero e proprio picco che ha interessato diverse aree del Paese. Tra queste, il versante adriatico – in particolare il tratto compreso tra Marche e Abruzzo – si distingue come una delle zone più attive, al punto da essere ribattezzata dagli appassionati “Triangolo Adriatico”. Proprio tra Ancona e Falconara Marittima si concentrano alcuni degli episodi più discussi dell’ufologia italiana. Le segnalazioni dell’epoca descrivono oggetti dalle forme più diverse: non solo i classici dischi volanti, ma anche strutture cilindriche e sigariformi, sfere luminose, coni, poligoni e perfino triangoli. Una varietà che, ancora oggi, alimenta interrogativi e ipotesi.
Tra i casi più controversi legati a quel periodo emerge il cosiddetto “caso Amicizia”, spesso accostato agli avvistamenti dell’Adriatico. Tuttavia, nel corso degli anni, questo episodio ha mostrato incongruenze e possibili distorsioni. A sottolinearlo è l’ufologo Angelo Maggioni, presidente dell’associazione A.R.I.A., che ha più volte lavorato per fare chiarezza, “smontando alcuni elementi ritenuti non attendibili, tra cui vicende giudiziarie emerse a Montesilvano legate a uno dei protagonisti del caso”, si legge in una nota.
Un episodio intrigante
Maggioni richiama l’attenzione su un episodio meno noto ma particolarmente intrigante: un presunto avvistamento avvenuto a Falconara Marittima tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, nel pieno della cosiddetta “ondata UFO del ’78”. “In quell’anno, tra l’altro, si verificò anche uno dei più celebri casi italiani di presunto rapimento alieno, quello del metronotte ligure Piero Zanfretta”.
Secondo quanto riferito dall’associazione, “alcune fotografie relative all’avvistamento di Falconara sarebbero giunte solo di recente, seppur indirettamente. Il materiale proverrebbe infatti da un ex appartenente alle forze dell’ordine che, a sua volta, le avrebbe ricevute da un residente di Ancona. Le immagini mostrerebbero un oggetto non identificato – oggi definito UAP (Unidentified Aerial Phenomenon) – mentre sorvola prima la raffineria e poi il campanile cittadino, per infine scomparire”.
“Nonostante l’interesse, restano numerosi punti oscuri. Non è noto, ad esempio, se durante l’evento si siano verificati fenomeni collaterali come disturbi elettromagnetici o anomalie nel comportamento di animali e persone. Inoltre, le fotografie analizzate non sono gli originali, ma copie, elemento che limita fortemente la possibilità di una verifica definitiva.
I fototecnici dell’associazione A.R.I.A., tra cui Claudio Rancati e Daniel Auber – quest’ultimo premiato con un Emmy per il suo lavoro negli effetti speciali cinematografici – hanno individuato alcune criticità: incongruenze nelle dimensioni dell’oggetto, problemi di messa a fuoco e anomalie nella gestione di luci e ombre in almeno uno degli scatti. Tuttavia, proprio la mancanza dei negativi originali impedisce di trarre conclusioni certe. Va inoltre considerato il contesto tecnologico dell’epoca. Negli anni ’70 non esistevano strumenti digitali per la manipolazione delle immagini: eventuali falsificazioni richiedevano tecniche artigianali, come l’uso di modellini sospesi con fili invisibili o l’inserimento di piccoli oggetti durante la fase di stampa fotografica. Segni di tali alterazioni, come aloni sospetti attorno ai soggetti, non risultano chiaramente evidenti in questo caso, ma nemmeno possono essere esclusi”, continua il comunicato.
“Alla luce di questi elementi, la domanda resta aperta: si tratta di immagini autentiche o di un abile falso? Per Maggioni, nonostante le criticità, il materiale potrebbe rappresentare uno dei documenti visivi più interessanti dell’ondata adriatica di quegli anni e merita ulteriori approfondimenti.
L’appello è rivolto a chiunque possa contribuire: “speriamo che qualcuno si faccia avanti con gli originali o con altro materiale utile”, spiega l’ufologo. Chi fosse in possesso di fotografie, video o testimonianze può contattare l’associazione A.R.I.A. inviando il materiale all’indirizzo email: angelomaggioni71@gmail.com. A quasi cinquant’anni di distanza, il mistero degli UFO sull’Adriatico resta dunque irrisolto, sospeso tra testimonianze affascinanti, dubbi investigativi e la costante ricerca di una verità che, finora, continua a sfuggire”, conclude la nota.



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