Una perturbazione di portata eccezionale sta travolgendo gran parte della metà orientale degli Stati Uniti, scatenando un mix di bufere di neve, temporali violenti e allerte tornado. Dalle strade impraticabili del Midwest alle coste orientali sferzate dai venti, il Paese si trova ad affrontare un’emergenza meteorologica destinata a durare fino a martedì, quando il fronte freddo lascerà spazio a un brusco crollo delle temperature. Ecco un quadro dettagliato della situazione nelle aree più colpite, raccontato attraverso l’evoluzione di questi fenomeni estremi.
Allarme rosso sulla East Coast: venti distruttivi e rischio tornado
Il National Weather Service ha lanciato un allarme per la giornata di lunedì: una linea di temporali severi, formatasi originariamente nelle valli del Mississippi, del Tennessee e dell’Ohio, si sta abbattendo sugli Appalachi per puntare dritta verso la East Coast.
L’area a maggior rischio di venti distruttivi e probabili tornado si estende dal Maryland alla Carolina del Sud, finendo per minacciare direttamente grandi centri abitati e snodi cruciali come la capitale Washington, D.C., Richmond in Virginia e Raleigh nella Carolina del Nord. Proprio in previsione dell’impatto, le autorità hanno disposto la chiusura delle scuole a Raleigh e Chapel Hill, mentre il governatore della Carolina del Nord, Josh Stein, ha esortato i cittadini ad attivare tempestivamente gli avvisi di emergenza sui propri smartphone per farsi trovare pronti di fronte a raffiche di vento che potrebbero sfiorare i 120 km/h.
Il Midwest sepolto dalla neve: voli cancellati e blackout
Mentre il Sud e l’Est affrontano i temporali, l’Upper Midwest è letteralmente paralizzato dalle tormente. Un’area che va dal Wisconsin centrale fino alla Penisola Superiore del Michigan rischia di registrare oltre 60 cm di neve, con picchi isolati anche superiori.
L’impatto sulle infrastrutture e sui trasporti è a dir poco massiccio. Il caos regna innanzitutto nei cieli, con i principali scali aeroportuali andati in tilt: i dati forniti dal portale specializzato FlightAware dipingono un quadro critico, con oltre 850 voli cancellati dagli aeroporti internazionali O’Hare e Midway di Chicago, più di 600 cancellazioni a Minneapolis-Saint Paul e decine di voli soppressi a Detroit. A terra la situazione non è certo migliore, complici i diffusi blackout che domenica hanno lasciato senza corrente elettrica oltre 210mila utenze distribuite in 6 stati della regione dei Grandi Laghi. I danni alla rete elettrica non hanno risparmiato nemmeno la Pennsylvania e l’Arkansas, colpiti anche dai postumi delle spaventose raffiche a 137 km/h registrate nei giorni precedenti. Per chi si sposta in auto o con i mezzi di superficie, il traffico si preannuncia paralizzato: anche nelle città in cui gli accumuli nevosi previsti sono minori, come a Chicago e Milwaukee, le strade rischiano di trasformare gli spostamenti dei pendolari in una vera e propria odissea.
Incendi in Nebraska e alluvioni storiche alle Hawaii
La furia degli elementi non sta risparmiando il resto degli Stati Uniti, manifestandosi però in forme diametralmente opposte e altrettanto pericolose.
Nelle praterie del Nebraska ha preso forma una grave emergenza incendi. Le attuali condizioni climatiche hanno infatti agevolato lo sviluppo di molteplici roghi boschivi su aree molto vaste: per cercare di arginare le fiamme, le autorità statali sono state costrette a schierare una trentina di membri della Guardia Nazionale. La situazione resta molto critica e, purtroppo, si conta già una vittima direttamente legata agli incendi.
In un contesto completamente slegato dal fronte freddo orientale, una perturbazione a sé stante sta mettendo in ginocchio l’arcipelago delle Hawaii. Sull’isola di Maui si sono registrate alluvioni di portata storica, con alcune aree che hanno visto oltre 50 cm di pioggia nel giro di poche ore. Il bilancio è pesante e parla di distese agricole allagate, strade interrotte a causa delle frane, numerosi interventi di soccorso d’emergenza e persino il crollo di un’abitazione.



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