Il Turkmenistan e la China National Petroleum Corporation hanno firmato un importante accordo per lo sviluppo della quarta fase del giacimento di gas di Galkynysh, uno dei più grandi al mondo. Il progetto prevede la costruzione di un nuovo impianto per la lavorazione di ulteriori 10 miliardi di metri cubi di gas commerciale all’anno, oltre alla perforazione di nuovi pozzi produttivi. Il giacimento, situato nei deserti dell’est del Paese, è già il cuore della produzione turkmena e contribuisce in modo significativo ai circa 30 miliardi di metri cubi di gas esportati annualmente verso la Cina. L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo nel consolidamento del ruolo strategico del Turkmenistan nel mercato energetico asiatico. Secondo fonti governative citate da Reuters, il progetto sarà interamente finanziato da Ashgabat, segno della volontà del Paese di mantenere il controllo diretto sulle proprie risorse energetiche.
Investimenti e obiettivi strategici
Il capo della compagnia statale Turkmengaz, Maksat Babaev, ha dichiarato che il costo complessivo dell’operazione sarà di circa 5,1 miliardi di dollari. L’investimento non è destinato solo all’export, ma anche al rafforzamento del mercato interno, evidenziando una strategia energetica più equilibrata. Il Turkmenistan, che possiede le quarte riserve di gas naturale più grandi al mondo, continua a dipendere fortemente dalla Cina come principale acquirente. Tuttavia, l’espansione di Galkynysh mira ad aumentare la capacità produttiva complessiva, migliorando al contempo l’efficienza e la qualità del gas esportato. Questo progetto si inserisce in una più ampia visione di lungo periodo che punta a garantire stabilità economica e maggiore influenza geopolitica attraverso le risorse energetiche.
Cooperazione energetica sempre più stretta
Durante la cerimonia ufficiale, il vice primo ministro cinese Ding Xuexiang ha sottolineato l’importanza strategica della collaborazione tra i due Paesi. Ha dichiarato che la Cina è pronta a migliorare ulteriormente la qualità della cooperazione energetica con il Turkmenistan, invitando entrambe le parti ad adottare una visione a lungo termine nel settore del gas. Ding ha anche evidenziato la necessità di espandere la cooperazione, rendendola più efficiente e sostenibile. Questo approccio riflette la crescente interdipendenza energetica tra Pechino e Ashgabat, con la Cina sempre più interessata a garantire forniture stabili per sostenere la propria domanda interna. La partnership si configura quindi come un pilastro fondamentale della sicurezza energetica cinese.
Nuove rotte e diversificazione delle esportazioni
Parallelamente allo sviluppo del giacimento, Turkmenistan e Cina stanno discutendo la possibile realizzazione di una quarta diramazione del gasdotto tra i due Paesi, anche se il progetto della cosiddetta Linea D continua a subire ritardi. Nel frattempo, il Turkmenistan sta cercando di diversificare le proprie esportazioni energetiche attraverso nuove infrastrutture. Tra queste figura un gasdotto in costruzione verso la città afghana di Herat, con l’ambizione di estenderlo in futuro fino a Pakistan e India. Inoltre, Ashgabat sostiene da tempo l’idea di un gasdotto transcaspico verso l’Europa, passando per Azerbaigian e Turchia. Questi progetti evidenziano la volontà del Paese di ridurre la dipendenza da un unico mercato e di affermarsi come hub energetico regionale, ampliando la propria presenza su scala internazionale.


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