Un’altra scossa di terremoto è stata registrata in Friuli Venezia Giulia alle 17:23 di oggi, venerdì 17 aprile, dopo quella delle 13:24. I sismografi hanno registrato un sisma di magnitudo 3, con epicentro sempre a sud-ovest di Tolmezzo e profondità di 10km. Precisamente, l’epicentro è stato individuato 5km a sud-est di Preone (UD). La scarsa profondità del sisma avrà accentuato la percezione dell’evento tra la popolazione, nonostante la magnitudo modesta. Già dopo la scossa magnitudo 3.1 delle 13:24 di oggi, le autorità non avevano segnalato danni a persone o cose. Dai Bollettini del Centro di Ricerche Sismologiche di OGS risulta che da martedì 14 aprile 2026, ore 21:42 locale, una diffusa sismicità si è registrata nelle Prealpi Carniche.
La dinamica tettonica dell’area friulana
Il territorio interessato dall’evento odierno si colloca in una delle aree geologicamente più attive e complesse dell’intera penisola italiana. La sismicità del Friuli settentrionale è causata principalmente dallo scontro tra la microplacca Adriatica e la placca Eurasiatica. Questo processo di compressione, che procede con un movimento millimetrico costante verso Nord, genera una serie di faglie inverse e sovrascorrimenti che accumulano energia elastica nel corso del tempo. Quando la resistenza delle rocce viene superata, questa energia si sprigiona improvvisamente sotto forma di onde sismiche. La catena alpina carnica e quella giuliana sono il risultato diretto di queste forze tettoniche, che continuano a modellare il paesaggio montuoso e a rendere la regione un nodo cruciale per la sorveglianza sismica nazionale.
La sismicità storica e i precedenti
La storia del Friuli-Venezia Giulia è profondamente segnata da eventi sismici di grande rilevanza che hanno condizionato lo sviluppo urbanistico e la cultura della prevenzione locale. L’area di Tolmezzo e dei comuni limitrofi si trova in una fascia classificata con un alto grado di pericolosità, dove in passato si sono verificati terremoti distruttivi. Il punto di riferimento storico principale rimane il 1976, anno in cui la regione fu colpita da una sequenza sismica devastante che ebbe il suo apice nella scossa del 6 maggio. Quel terremoto causò ingenti distruzioni e una profonda trasformazione del tessuto sociale friulano. Anche in epoche più remote, i cataloghi sismici riportano eventi significativi che hanno colpito la Val Tagliamento e le zone prealpine, confermando come la frequenza di scosse di piccola e media intensità, come quella registrata oggi, sia una caratteristica intrinseca e costante di questo specifico settore geografico.







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