Dopo lo storico sorvolo lunare, l’equipaggio della missione Artemis II si è risvegliato pronto ad affrontare la fase più cruciale del suo lungo viaggio spaziale: il rientro verso il nostro pianeta. I 4 coraggiosi astronauti a bordo, cullati nello Spazio profondo dalle note musicali del brano “Tokyo Drifting”, hanno iniziato la loro intensa giornata trovandosi a circa 58mila km dalla superficie della Luna e a quasi 380mila km dalla Terra. Con l’uscita definitiva dalla sfera di influenza gravitazionale lunare, la navicella Orion ha ufficialmente invertito la sua rotta nello Spazio. In queste ore decisive, ogni parametro di bordo, le delicate manovre di correzione orbitale e lo stato di salute dei pionieri vengono costantemente esaminati dal centro di controllo della NASA per garantire un tuffo atmosferico e un ammaraggio nel Pacifico in totale e assoluta sicurezza.
Il ponte radio con la ISS e i dati scientifici
Prima di allontanarsi troppo dal nostro satellite naturale, l’equipaggio ha dedicato del tempo prezioso alla condivisione della propria esperienza. Ieri c’è stato un emozionante collegamento audio di 15 minuti con la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), durante il quale gli astronauti di Artemis II hanno potuto dialogare con i colleghi dell’Expedition 74. Subito dopo si è svolto un importante briefing con gli ufficiali scientifici a Terra. L’obiettivo era raccogliere le impressioni a caldo sul flyby lunare, ricavando informazioni preziose che andranno a plasmare le future esplorazioni di superficie. Durante gli aggiornamenti quotidiani, i funzionari della NASA hanno inoltre condiviso le prime spettacolari immagini ricevute dall’equipaggio proprio durante l’avvicinamento alla Luna.
Motori accesi per la via di casa
La navicella Orion, ribattezzata Integrity dall’equipaggio, ha mosso il suo primo passo decisivo verso casa. Con un’accensione dei propulsori durata esattamente 15 secondi, che ha generato una variazione di velocità sufficiente a guidare la capsula verso la Terra, è stata completata la prima delle 3 manovre di correzione della traiettoria previste per il rientro. Christina Koch della NASA e Jeremy Hansen dell’Agenzia Spaziale Canadese hanno supervisionato con attenzione la procedura, monitorando la configurazione della navicella e i dati di navigazione. Nel frattempo, sul nostro pianeta, le operazioni di recupero sono già entrate nel vivo: la nave anfibia USS John P. Murtha ha lasciato il porto e sta navigando verso il punto di recupero intermedio nell’Oceano Pacifico.
I prossimi test: dalle tute anti-gravità al pilotaggio manuale
In vista delle complesse fasi odierne, l’agenda degli astronauti prevede importanti collaudi. Il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, insieme a Koch e Hansen, testeranno un indumento speciale contro l’intolleranza ortostatica. Questo equipaggiamento è progettato per aiutare il sistema circolatorio degli astronauti a mantenere una pressione sanguigna stabile durante la drastica transizione verso l’attrazione gravitazionale terrestre. Successivamente, l’equipaggio prenderà i controlli manuali della navicella. Attraverso il campo visivo di Orion, dovranno centrare un bersaglio designato e guidare l’astronave in un assetto di volo specifico, mettendo alla prova le modalità di controllo manuale in vista delle prossime ambiziose tappe del programma Artemis.



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