Nella notte tra venerdì 10 e sabato 11 aprile, è giunta a termine la storica missione Artemis II della NASA. Il viaggio di 10 giorni nello spazio di 4 astronauti, che ha sancito il ritorno dell’uomo verso la Luna dopo oltre 50 anni, si è concluso con uno spettacolare ammaraggio nel Pacifico dopo un rientro in atmosfera alla velocità di oltre 39.000km/h. Il rientro della capsula Orion in atmosfera è andato alla perfezione, con la capsula uscita indenne dal “viaggio di fuoco” attraverso gli strati della nostra atmosfera. La vista dall’interno della navicella Orion della NASA durante il rientro di Artemis II deve essere stata assolutamente incredibile, sulla base delle immagini della missione Artemis I (senza equipaggio), rilasciate della NASA.
Ovviamente non sarà stata esattamente la stessa cosa. Ma, sebbene i profili di missione differiscano leggermente, le leggi della fisica rimangono le stesse: rientro ipersonico, formazione di plasma e la Terra curva pronta ad accogliere i nostri coraggiosi astronauti.
Un video spettacolare
Il video a corredo dell’articolo, accelerato di 2 volte e ruotato di 90 gradi, è stato ripreso l’11 dicembre 2022 da una telecamera a bordo della navicella spaziale senza equipaggio Orion durante Artemis I, la missione che ha preceduto il successo della missione Artemis II.
La compressione dell’aria e l’intenso calore che si accumula sul veicolo durante il rientro creano i colori incredibili e il movimento fluido visibili dietro la navicella. Ciò rende questo uno dei momenti più pericolosi della missione (compreso il lancio). Durante il rientro della missione Artemis I, la navicella Orion ha sopportato temperature pari a circa la metà di quelle della superficie del Sole, ovvero circa 2.800°C.
Mentre la capsula si immerge nell’atmosfera terrestre, la curvatura del pianeta scompare lentamente dalla vista, mentre l’esterno si trasforma in una incandescente coltre di plasma. Il cielo risplende come fuoco, con lampi di luce intensa che illuminano la navicella e scie che sembrano detriti sfrecciare davanti ai finestrini: quasi come in un film di fantascienza, ma completamente reale.
All’interno della cabina, si possono udire continui tonfi e ticchettii ritmici mentre i propulsori di controllo di assetto si attivano ripetutamente, mantenendo stabile la capsula mentre sfreccia nell’atmosfera a velocità ipersonica. Ogni suono ricorda l’enorme forza a cui è sottoposta la navicella.
Questa è l’esperienza che l’equipaggio di Artemis II avrà vissuto durante il viaggio di ritorno dalla Luna, uno dei rientri più estremi e incredibili mai tentati dall’uomo.



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