Breakthrough Prize 2026: il trionfo globale del muone premia anche Pisa

Dalla misura più precisa dell’anomalia magnetica del muone al ruolo chiave dell’Università di Pisa nella collaborazione internazionale

Il Breakthrough Prize 2026 per la Fisica Fondamentale, noto come l’”Oscar della Scienza”, è stato assegnato alle collaborazioni internazionali Muon g-2 che, a partire dagli anni ’70, hanno portato avanti una delle più complesse e affascinanti sfide della fisica moderna: la misura dell’anomalia magnetica del muone. Il premio celebra decenni di ricerca d’eccellenza condotta nei principali laboratori mondiali, tra cui il CERN di Ginevra, il Brookhaven National Laboratory e il Fermilab negli Stati Uniti. Questo risultato rappresenta uno dei test più rigorosi del Modello Standard, la teoria che descrive le particelle fondamentali e le loro interazioni, aprendo al tempo stesso la strada a possibili nuove interpretazioni teoriche che potrebbero rivoluzionare la comprensione dell’universo.

Il contributo dell’Università di Pisa alla collaborazione Muon g-2

Tra i protagonisti di questo successo globale figura anche l’Università di Pisa, insieme alla Sezione INFN di Pisa, alla Scuola Normale Superiore e all’INO-CNR. Queste istituzioni hanno contribuito in modo determinante alla realizzazione dell’esperimento presso il Fermilab, da cui è stata ottenuta la misura più precisa mai realizzata dell’anomalia magnetica del muone.

La collaborazione Muon g-2 del Fermilab riunisce 176 scienziati provenienti da 34 istituzioni e 7 Paesi. Tra questi, spiccano i nomi del professor Simone Donati, della ricercatrice Anna Driutti, dell’ingegnere Andrea Basti e dell’assegnista Emma Hess del Dipartimento di Fisica dell’ateneo pisano.

Il ruolo degli studenti e la formazione nella ricerca di frontiera

Un elemento centrale sottolineato dai protagonisti è il contributo delle nuove generazioni. Il professor Donati evidenzia infatti il valore del lavoro degli studenti coinvolti nel progetto: “questo premio appartiene soprattutto agli studenti di Laurea e di Dottorato che, negli anni, hanno lavorato con entusiasmo all’esperimento. All’Università di Pisa: Elia Bottalico, Lorenzo Cotrozzi, Maria Domenica Galati, Paolo Girotti e Riccardo Nunzio Pilato”.

Lo stesso Donati coordina anche la Summer School dell’Università di Pisa “Summer Student at Fermilab and other US Laboratories”, un’iniziativa che consente agli studenti dei corsi di Laurea Magistrale in Fisica, Ingegneria e Informatica di trascorrere nove settimane negli Stati Uniti, vivendo un’esperienza diretta nella ricerca scientifica di frontiera.

La misura del muon g-2 e il traguardo del 2025

La misura dell’anomalia magnetica del muone rappresenta una delle sfide più sofisticate della fisica sperimentale. I muoni, particelle simili agli elettroni ma molto più massicce, vengono utilizzati per testare con estrema precisione le previsioni teoriche del Modello Standard. Il ricercatore Anna Driutti ha seguito il progetto per gran parte della sua carriera, contribuendo in modo significativo al risultato finale presentato nel giugno 2025. Il suo percorso l’ha vista impegnata prima come post-doc all’Università di Udine e poi alla University of Kentucky, fino al rientro a Pisa nel 2021.

“È un momento straordinario per la fisica dei muoni – sottolinea Driutti – Ricordo ancora il giorno in cui il magnete arrivò al Fermilab da Brookhaven: questo premio celebra l’impegno di diverse generazioni di fisici, ingegneri e tecnici”.

I Breakthrough Prizes e il loro impatto globale

I Breakthrough Prizes, fondati da Sergey Brin, Priscilla Chan e Mark Zuckerberg, insieme a Yuri Milner, Julia Milner e Anne Wojcicki, rappresentano uno dei riconoscimenti più prestigiosi al mondo nel campo scientifico. Ogni anno premiano i risultati più importanti nelle Scienze della Vita, nella Fisica Fondamentale e nella Matematica, con un premio di 3 milioni di dollari per ciascuna categoria. Un riconoscimento che non solo celebra le scoperte, ma accende i riflettori sull’importanza della ricerca scientifica per il futuro dell’umanità.

In questo contesto, il successo della collaborazione Muon g-2 e il contributo italiano, in particolare dell’Università di Pisa, assumono un valore ancora più significativo, confermando il ruolo centrale della comunità scientifica internazionale nella costruzione della conoscenza.