Caccia alla vita su Marte: il colosso di SpaceX porterà il rover europeo sul Pianeta Rosso

La NASA affida al Falcon Heavy il lancio della missione europea ESA, tra l'eredità della crisi russa e le incertezze dei tagli al budget americano per il prossimo futuro

La NASA ha ufficialmente scelto il Falcon Heavy di SpaceX per lanciare la missione Rosalind Franklin, il rover dell’Agenzia Spaziale Europea destinato a cercare tracce di vita nel sottosuolo del Pianeta Rosso. Questa decisione segna un passo fondamentale per il progetto ROSA, l’iniziativa di supporto americana nata per colmare il vuoto tecnologico e logistico lasciato dalla Russia dopo l’interruzione della collaborazione con l’Europa in seguito all’invasione dell’Ucraina. Il decollo, programmato per la fine del 2028, vedrà il potente vettore di Elon Musk trasportare il carico verso Marte, garantendo al rover gli strumenti necessari per sopravvivere alle temperature estreme e atterrare con successo grazie ai motori frenanti forniti dagli Stati Uniti. Nonostante l’importanza strategica di questa partnership internazionale, l’ombra dei tagli al bilancio federale di Washington minaccia la continuità del progetto, trasformando la missione in un complesso equilibrismo tra ambizione scientifica, necessità geopolitiche e rigorose restrizioni finanziarie che ora passano al vaglio del Congresso americano per l’approvazione definitiva.

Un razzo di Musk per sostituire il Proton russo

Il contratto da 175,7 milioni di dollari assegnato a SpaceX rappresenta la soluzione logistica definitiva per una missione che ha rischiato il naufragio a causa delle tensioni internazionali. Inizialmente, il rover Rosalind Franklin avrebbe dovuto decollare a bordo di un razzo Proton russo, utilizzando una piattaforma di atterraggio e sistemi di riscaldamento forniti da Mosca. La rottura dei rapporti scientifici con la Russia nel 2022 ha però costretto l’ESA a ridefinire l’intera architettura della missione, rivolgendosi alla NASA per componenti critiche.

Attraverso il progetto ROSA (Rosalind Franklin Support and Augmentation), gli Stati Uniti forniranno non solo il lancio, ma anche i motori a propulsione per la fase di discesa e le unità di riscaldamento a radioisotopi (RHU) al plutonio. Queste ultime sono fondamentali per mantenere al caldo i circuiti del rover durante le gelide notti marziane. La scelta del Falcon Heavy è stata dettata dalla necessità di utilizzare un vettore americano compatibile con le tecnologie fornite dalla NASA, con un costo operativo che si mantiene in linea con le precedenti missioni esplorative di alto profilo.

Il braccio di ferro politico sui finanziamenti

Mentre la pianificazione tecnica procede verso la finestra di lancio del 2028, il fronte economico appare molto più turbolento. La proposta di budget della Casa Bianca per l’anno fiscale 2027 ha sorpreso la comunità scientifica, suggerendo la cancellazione totale del progetto ROSA. Questa mossa si inserisce in un piano di tagli drastici che potrebbe colpire quasi il 30% del portafoglio delle missioni di scienze planetarie della NASA. Tuttavia, la partita politica è tutt’altro che chiusa. Un gruppo trasversale di senatori, guidato da Mark Kelly e Jerry Moran, sta già esercitando forti pressioni per ripristinare i fondi necessari, sostenendo che un disinvestimento comprometterebbe la leadership spaziale occidentale e gli impegni presi con i partner europei. Il Direttore Generale dell’ESA, Josef Aschbacher, durante i recenti incontri internazionali ha preferito mantenere l’attenzione sul valore scientifico del rover, ricordando che la capacità di perforare il suolo fino a 2 metri di profondità rende Rosalind Franklin una missione senza precedenti nella caccia a prove biologiche extraterrestri.