Ciclone Vaianu verso la Nuova Zelanda: migliaia di evacuati nell’Isola del Nord

Raffiche fino a 130 km/h e onde di 13 metri minacciano la costa, le autorità ordinano l'evacuazione immediata mentre torna l'incubo del disastro causato da Gabrielle nel 2023

L’Isola del Nord della Nuova Zelanda si trova attualmente in uno stato di massima allerta meteo a causa dell’imminente arrivo del ciclone Vaianu, un sistema perturbato che minaccia di scatenare tutta la sua forza distruttiva nelle prossime ore. Le previsioni indicano che la tempesta colpirà il territorio nazionale nella giornata di domenica ora locale, portando con sé piogge torrenziali e venti violentissimi con raffiche che potrebbero toccare i 130 km/h. Di fronte a questo scenario critico, le autorità governative hanno già disposto ordini di evacuazione immediata per migliaia di residenti, nel tentativo di prevenire perdite umane legate a possibili inondazioni costiere e frane improvvise. L’attenzione è massima soprattutto nelle zone già fragili dal punto di vista idrogeologico, dove la popolazione è stata invitata a mettersi in sicurezza e a preparare scorte di emergenza. Il governo nazionale sta monitorando costantemente l’evoluzione del ciclone che lunedì dovrebbe spostarsi verso ovest rispetto alle remote Isole Chatham, lasciando dietro di sé una scia di forte instabilità atmosferica che richiederà giorni per essere assorbita.

Evacuazioni e rischio idrogeologico

Le autorità locali hanno dichiarato lo stato di emergenza in diverse regioni, con un focus particolare sulla cittadina di Whakatāne, che conta oltre 37mila abitanti e si trova a circa 430 km a Nord della capitale Wellington. Il consiglio distrettuale ha utilizzato i propri canali ufficiali per avvertire i residenti di prepararsi a restare lontani dalle proprie abitazioni per almeno quarantotto ore. Il rischio non è limitato esclusivamente alle precipitazioni, poiché la mareggiata associata al ciclone potrebbe generare onde alte fino a 13 metri. Tale combinazione meteorologica aumenta drasticamente la probabilità di storm surge e inondazioni nelle aree costiere più basse, rendendo il terreno instabile e favorendo lo scivolamento dei versanti collinari.

Le direttive del governo e il precedente di Gabrielle

Il Primo Ministro della Nuova Zelanda Christopher Luxon ha parlato alla nazione sottolineando il potenziale distruttivo dell’evento atmosferico e invitando i cittadini alla massima prudenza. Attraverso i social media, Luxon ha raccomandato di liberare i condotti di scolo, controllare le condizioni di salute dei vicini più vulnerabili e prepararsi a possibili interruzioni prolungate della rete elettrica causate dai venti di burrasca. L’avvicinamento di Vaianu ha risvegliato i timori legati al ciclone Gabrielle, che nel 2023 ha rappresentato uno dei disastri naturali più feroci del secolo per la Nuova Zelanda. In quell’occasione, il bilancio fu di 11 vittime e migliaia di sfollati, una ferita ancora aperta che spinge oggi a mantenere un livello di guardia estremamente elevato per evitare che la storia possa ripetersi.