Il prossimo 23 aprile 2026 alle ore 14:30 (CEST), il CMCC Foundation promuove un nuovo appuntamento del ciclo ELEVATE-ADJUST, dedicato a uno dei temi più cruciali della transizione climatica: l’equità delle politiche di carbon pricing. Il webinar, intitolato “Who is affected and why? Distributional effects of carbon pricing and the Carbon Pricing Incidence Calculator (CPIC)”, vedrà come relatore Jan Steckel del Potsdam Institute for Climate Impact Research, con la moderazione di Theda Vetter. L’evento si inserisce nel dibattito crescente sull’efficacia delle politiche climatiche, che non può più prescindere dalla loro accettabilità sociale. Ridurre le emissioni è fondamentale, ma altrettanto importante è comprendere come i costi di queste politiche vengano distribuiti tra cittadini e territori, evitando di ampliare le disuguaglianze esistenti.
Il carbon pricing tra efficacia ambientale e giustizia sociale
Il carbon pricing è oggi uno degli strumenti più diffusi per incentivare la riduzione delle emissioni di gas serra e favorire il passaggio a economie a basse emissioni. Tuttavia, la sua efficacia non si misura solo in termini ambientali, ma anche nella capacità di essere percepito come equo. Le politiche che impongono un prezzo alle emissioni possono infatti incidere in modo diverso sulle famiglie, a seconda del reddito, della localizzazione geografica e delle abitudini di consumo energetico e di mobilità. In alcuni casi, queste misure rischiano di gravare maggiormente sui gruppi più vulnerabili, rendendo necessarie strategie di compensazione. Il webinar esplorerà proprio queste dinamiche, cercando di rispondere a una domanda centrale: è possibile progettare sistemi di carbon pricing che siano al tempo stesso efficaci e socialmente giusti?
Il ruolo del Carbon Pricing Incidence Calculator (CPIC)
Uno degli elementi chiave dell’incontro sarà la presentazione del Carbon Pricing Incidence Calculator (CPIC), uno strumento open-source sviluppato per analizzare gli effetti distributivi del carbon pricing. Il CPIC consente di stimare i costi aggiuntivi per le famiglie derivanti dall’introduzione di un prezzo sul carbonio, offrendo una visione chiara dell’incidenza economica di queste politiche. Attualmente, lo strumento permette di effettuare analisi comparative in quasi 90 Paesi, rendendo accessibile a decisori politici, ricercatori e stakeholder una base informativa solida e trasparente. Attraverso simulazioni e scenari, il CPIC aiuta a comprendere non solo chi paga di più, ma anche quali misure di compensazione possono mitigare gli impatti negativi, favorendo una progettazione più inclusiva delle politiche climatiche.
Le domande chiave al centro del dibattito
Durante il webinar, i ricercatori dei progetti ELEVATE e AdJUST affronteranno alcune questioni fondamentali per il futuro delle politiche climatiche. Tra queste, i fattori che determinano l’accettabilità del carbon pricing, le categorie sociali più colpite e le differenze negli effetti distributivi tra famiglie. Un’attenzione particolare sarà dedicata alle possibili soluzioni per ridurre il peso economico sulle fasce più vulnerabili, come i meccanismi di redistribuzione delle entrate o le politiche di compensazione mirate. Inoltre, verrà discusso come strumenti analitici come il CPIC possano supportare un dialogo più informato tra politica, ricerca e società civile, contribuendo a costruire consenso attorno alle misure climatiche.
Il progetto AdJUST e la sfida di una transizione inclusiva
Il webinar si inserisce nel contesto del progetto europeo AdJUST, finanziato nell’ambito di Horizon Europe e coordinato dal CMCC. Questo progetto coinvolge un ampio consorzio internazionale, con l’obiettivo di migliorare la comprensione degli effetti distributivi della transizione verso la neutralità climatica. AdJUST punta a individuare politiche efficaci e condivise che accompagnino il cambiamento senza lasciare indietro nessuno. In un momento storico in cui la lotta al cambiamento climatico richiede interventi sempre più incisivi, iniziative come questa rappresentano un passo fondamentale per garantire che la transizione sia non solo sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche equa e socialmente accettabile.



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