Corsa alla Luna: la Cina accelera e sfida gli USA sul ritorno umano sul suolo del satellite

Tra test avanzati e piani per una base permanente, Pechino punta al 2030 (o prima) mentre il programma Artemis accumula ritardi

Mentre la missione Artemis II della NASA si prepara a raggiungere l’orbita lunare, si intensifica la competizione globale per il ritorno dell’uomo sulla Luna. Secondo quanto riportato dalla rivista Nature, la Cina sta portando avanti una serie serrata di test tecnologici che potrebbero consentirle di anticipare gli Stati Uniti nello sbarco umano sul nostro satellite. Il calendario ufficiale cinese indica il 2030 come data per l’allunaggio, ma diversi esperti ritengono plausibile un’accelerazione. Questo scenario si inserisce in un contesto in cui il programma Artemis ha subito ritardi significativi, spostando non prima del 2028 il ritorno degli astronauti americani sulla superficie lunare.

Al centro della strategia cinese c’è la nuova navetta Mengzhou, sviluppata dalla China National Space Administration. A febbraio, il veicolo ha completato il suo primo volo di prova senza equipaggio, segnando una tappa cruciale verso le future missioni con astronauti. Mengzhou sarà responsabile del trasporto dei taikonauti – come vengono chiamati gli astronauti cinesi – fino all’orbita lunare. Qui entrerà in gioco il lander Lanyue, progettato per agganciarsi alla navetta e consentire la discesa sulla superficie della Luna. Con dimensioni paragonabili alla capsula Orion della NASA, Lanyue dovrebbe permettere l’allunaggio di 3 astronauti, segnando un significativo passo avanti rispetto alle missioni storiche. I test non si fermano: entro la fine dell’anno, Mengzhou dovrebbe essere lanciata verso la stazione spaziale cinese Tiangong per un’ulteriore missione senza equipaggio. Sono inoltre già pianificati altri voli sperimentali, fondamentali per garantire la sicurezza e l’affidabilità della futura missione lunare.

Parallelamente, Pechino guarda oltre il semplice allunaggio. Entro il 2030, la Cina punta a realizzare una base permanente sulla Luna, la International Lunar Research Station, in collaborazione con la Russia. Questo progetto ambizioso mira a creare un’infrastruttura stabile per la ricerca scientifica. Gli obiettivi della base includono lo studio approfondito della geologia lunare e la possibilità di condurre esperimenti astronomici in un ambiente unico, privo dell’atmosfera terrestre. Una presenza permanente sulla Luna è considerata strategica: nel recente piano quinquennale pubblicato a marzo, la Cina ha identificato l’esplorazione dello Spazio profondo come una priorità nazionale.

La nuova corsa alla Luna, dunque, non è solo una questione di prestigio, ma riflette una più ampia competizione tecnologica e scientifica. Se i ritmi attuali saranno mantenuti, il prossimo passo dell’umanità sul suolo lunare potrebbe avvenire sotto una bandiera diversa da quella americana, segnando un cambiamento storico negli equilibri dell’esplorazione spaziale.