Le emissioni globali di gas serra registrano una lieve diminuzione nel mese di febbraio 2026, ma il quadro complessivo resta sostanzialmente stabile, senza segnali concreti di inversione di tendenza. Secondo gli ultimi dati diffusi da Climate TRACE, le emissioni totali hanno raggiunto quota 4,9 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente, segnando un calo dello 0,7% rispetto a febbraio 2025. Tuttavia, il dato più rilevante per comprendere l’andamento reale è quello cumulato: le emissioni globali year-to-date si attestano a 10,2 miliardi di tonnellate CO₂e, un valore “effettivamente uguale” a quello registrato nello stesso periodo del 2025.
Parallelamente, le emissioni globali di metano si mantengono stabili: a febbraio 2026 sono state pari a 33,0 milioni di tonnellate di CH₄, senza variazioni significative rispetto all’anno precedente. Un segnale che rafforza l’idea di una stagnazione più che di un reale progresso nella riduzione delle emissioni.
Emissioni per paese: cali contenuti tra i principali emettitori globali
L’analisi delle emissioni per paese evidenzia variazioni contenute tra i principali attori globali. La Cina, che si conferma il maggiore emettitore mondiale, ha registrato emissioni pari a 1,4 miliardi di tonnellate CO₂e, con una diminuzione di 6,3 milioni di tonnellate, pari a un calo dello 0,4% su base annua.
Negli altri grandi paesi emergono dinamiche simili, con riduzioni generalmente modeste. Gli Stati Uniti mostrano una contrazione delle emissioni di 5,1 milioni di tonnellate CO₂e, pari a -0,9%, mentre l’India segna una diminuzione più marcata di 9,6 milioni di tonnellate CO₂e, equivalente a -2,8%. In controtendenza la Russia, dove le emissioni crescono leggermente di 0,6 milioni di tonnellate CO₂e, ovvero +0,2%, mentre l’Indonesia resta sostanzialmente stabile.
Nel contesto europeo, l’Unione Europea – che come blocco rappresenterebbe la quarta fonte globale di emissioni – registra una riduzione di 8,1 milioni di tonnellate CO₂e, pari a -2,6% rispetto a febbraio 2025.
Emissioni per settore: edifici in calo, trasporti e rifiuti in aumento
Sul fronte delle emissioni per settore, emerge un quadro articolato, con alcune aree in miglioramento e altre ancora in crescita. Il settore degli edifici si distingue per la variazione più significativa, con emissioni pari a 403,4 milioni di tonnellate CO₂e e una riduzione del 5,8% rispetto all’anno precedente, risultando il contributo più rilevante al calo complessivo.
Anche il comparto della produzione energetica mostra segnali di contenimento, con 1.256,5 milioni di tonnellate CO₂e e un calo dell’1,5%, mentre la manifattura registra una lieve diminuzione dello 0,1%, attestandosi a 829,9 milioni di tonnellate CO₂e.
Al contrario, i trasporti e il settore dei rifiuti risultano in crescita. Le emissioni dei trasporti raggiungono 711,7 milioni di tonnellate CO₂e, con un aumento dell’1,7%, mentre i rifiuti arrivano a 163,0 milioni di tonnellate CO₂e, in crescita dello 0,3%. Rimangono stabili, senza variazioni significative, settori come agricoltura, gas fluorurati, operazioni sui combustibili fossili ed estrazione mineraria.
Emissioni urbane: le grandi città dominano la classifica globale
Le emissioni urbane continuano a rappresentare una quota rilevante del totale globale. A febbraio 2026, le città con le emissioni più elevate sono Shanghai, Tokyo, New York, Los Angeles e Houston, confermando il ruolo centrale delle grandi aree metropolitane nell’impatto climatico globale.
Interessante anche la dinamica delle variazioni: tra le città con i maggiori aumenti assoluti di emissioni figurano Liuzhou e Sanming in Cina, Ramagundam in India, Shiheng in Cina e Surat in India. Sul fronte opposto, le riduzioni più consistenti si registrano a Ma’anshan in Cina, Waidhan in India, Tehran in Iran, Tokyo in Giappone e Korba in India.
Guardando alle variazioni percentuali, spiccano gli aumenti di Butibori in India, Ocumare del Tuy in Venezuela, Uruguaiana in Brasile, Sanming in Cina e Sobradinho in Brasile. Le diminuzioni più marcate, invece, si osservano a Fusui e Mianxian in Cina, Monclova in Messico, Zenica in Bosnia ed Erzegovina e Xinhua in Cina.
Un calo che non basta: stabilità delle emissioni globali resta la vera notizia
Nonostante il lieve calo registrato a febbraio, il dato più significativo resta la sostanziale stabilità delle emissioni globali nel 2026 rispetto al 2025. Il fatto che il totale dall’inizio dell’anno sia invariato indica che gli sforzi di riduzione non stanno ancora producendo un impatto strutturale su scala globale.
La fotografia fornita da Climate TRACE evidenzia quindi una fase di stallo: piccoli miglioramenti in alcuni settori e paesi vengono compensati da aumenti in altri, lasciando invariato il bilancio complessivo. In questo contesto, la riduzione delle emissioni degli edifici rappresenta un segnale positivo, ma non sufficiente a modificare il trend globale.


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