La sera del 6 maggio 1976 il Friuli Venezia Giulia fu colpito da uno dei terremoti più violenti e distruttivi della seconda metà del Novecento in Italia, un evento che segnò profondamente il territorio e la sua popolazione. A cinquant’anni di distanza, quella tragedia non rappresenta solo una pagina di storia, ma un punto di partenza per comprendere meglio i fenomeni sismici e migliorare la capacità di prevenzione. Proprio su questa linea si inserisce il convegno in programma il 16 aprile 2026 a Udine, un’occasione per riflettere sui progressi compiuti nella ricerca e nella gestione del rischio. L’iniziativa, promossa dalla Regione in collaborazione con l’OGS, testimonia come la memoria del sisma sia oggi strettamente intrecciata con l’innovazione scientifica e con le politiche di sicurezza del territorio. Il passaggio da evento traumatico a motore di conoscenza è uno degli elementi centrali dell’incontro, che vuole coinvolgere non solo esperti ma anche cittadini.
Un convegno tra istituzioni e ricerca scientifica
L’evento si svolgerà nella Sala Ajace di Udine, dalle 10:00 alle 16:30, e sarà articolato in più momenti tra interventi istituzionali, sessioni scientifiche e confronto con il pubblico. Secondo quanto riportato nella locandina ufficiale, la giornata si aprirà con i saluti delle principali autorità regionali, accademiche e degli enti di ricerca, a sottolineare il forte coordinamento tra istituzioni e comunità scientifica. Tra i relatori figurano esperti di primo piano impegnati nello studio della sismicità, tra cui Lucia Margheriti, direttrice dell’Osservatorio Nazionale Terremoti dell’INGV. La presenza di figure provenienti da diversi ambiti – università, protezione civile, enti di ricerca – evidenzia il carattere multidisciplinare dell’incontro. Non si tratta infatti solo di analizzare i terremoti, ma di comprendere come la scienza possa tradursi in strumenti concreti per la sicurezza delle comunità. L’evento è inoltre aperto al pubblico, con registrazione obbligatoria ma ingresso gratuito fino a esaurimento posti, segno della volontà di rendere accessibile il tema a una platea ampia.
Dalla conoscenza del passato alle tecnologie del presente
Uno degli aspetti più rilevanti del convegno riguarda l’evoluzione delle conoscenze sulla sismicità regionale. La sessione scientifica divulgativa approfondirà temi che vanno dalla pericolosità del territorio, analizzata a partire proprio dal terremoto del 1976, fino alle più recenti innovazioni tecnologiche. La locandina evidenzia il passaggio “dalla rete analogica a SMINO”, cioè a sistemi avanzati di monitoraggio in tempo reale che integrano diverse tecnologie come sensori sismici, GNSS e trasmissione dati immediata. Questo salto tecnologico rappresenta uno dei risultati più significativi degli ultimi decenni, consentendo oggi una capacità di risposta molto più rapida ed efficace. Parallelamente, si parlerà anche di microzonazione sismica e pianificazione territoriale, strumenti fondamentali per ridurre i danni in caso di nuovi eventi. Il convegno si propone quindi come un ponte tra passato e futuro, mostrando come la ricerca abbia trasformato radicalmente il modo di osservare e gestire il rischio sismico.
Dialogo con il pubblico e cultura della prevenzione
Un elemento distintivo del convegno è l’attenzione al coinvolgimento diretto dei cittadini. Nel pomeriggio è infatti previsto uno spazio di dialogo tra il pubblico e i ricercatori del Centro di Ricerche Sismologiche dell’OGS, durante il quale verranno affrontate le domande più comuni sui terremoti: dalla pericolosità del territorio alle repliche sismiche, fino alla possibilità di maremoti nella regione. Questo momento rappresenta un passaggio fondamentale, perché trasforma la divulgazione scientifica in un confronto aperto e partecipato. La conoscenza, infatti, non è solo patrimonio degli esperti ma uno strumento essenziale per la sicurezza collettiva. Comprendere come funzionano i terremoti, cosa aspettarsi e come comportarsi può fare la differenza in situazioni di emergenza. In questo senso, il convegno non si limita a celebrare un anniversario, ma si propone come un’iniziativa concreta per rafforzare la cultura della prevenzione e della resilienza nel territorio friulano.




Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?