Giornata della Terra, Greenpeace: in Italia scomparsi 200mila alveari, un alimento su 2 contiene pesticidi

Greenpeace Italia lancia una petizione per chiedere lo stop ai pesticidi e tutelare la salute umana e del pianeta

Quasi un alimento su due sugli scaffali italiani presenta tracce di pesticidi. Secondo i dati più recenti, la percentuale può arrivare fino al 48%, con picchi che nella frutta superano il 70%. Tra le sostanze più diffuse figurano glifosato, imidacloprid e acetamiprid, utilizzate per contrastare erbe infestanti, funghi e insetti. Un mix chimico che, oltre a sollevare interrogativi sulla sicurezza alimentare, pone seri rischi anche per l’ambiente. A lanciare l’allarme, in occasione della Giornata della Terra, è Greenpeace Italia, che ha promosso una petizione per chiedere una drastica riduzione dell’uso dei pesticidi e maggiori tutele per la biodiversità.

Il problema, sottolinea l’organizzazione, non si limita a ciò che arriva sulle tavole dei consumatori, ma riguarda l’intero equilibrio degli ecosistemi agricoli. Particolarmente esposti sono gli insetti impollinatori, come le api, fondamentali per circa due terzi della produzione di frutta e verdura. Studi recenti evidenziano che l’esposizione prolungata a residui di pesticidi, anche a livelli considerati “sicuri”, può compromettere orientamento, capacità di apprendimento e sistema immunitario di queste specie. Le conseguenze sono già visibili: circa un terzo delle popolazioni europee di api e farfalle risulta in declino. In Italia, negli ultimi dieci anni, sono scomparsi circa 200mila alveari, un segnale preoccupante per la salute degli ecosistemi e per la sicurezza alimentare futura.

Quello che oggi arriva sulle nostre tavole è il risultato di un sistema agroalimentare che continua a consentire l’utilizzo di pesticidi anche quando esistono evidenze sui loro impatti sulla salute e la biodiversità. Non possiamo più ignorare il legame tra ciò che mangiamo, l’ambiente e la nostra salute. La Commissione Europea, inoltre, con il pretesto della semplificazione normativa, sta portando avanti un pericoloso arretramento per la protezione della salute pubblica e dell’ambiente: con la proposta “Omnibus sulla sicurezza di alimenti e mangimi”, si vorrebbe introdurre la possibilità di concedere approvazioni illimitate per le sostanze attive, eliminando le revisioni sistematiche necessarie a vietarne l’uso quando nuove evidenze scientifiche ne provano la pericolosità. Con questa petizione chiediamo di fermare questa deriva e fissare regole più stringenti, trasparenti e orientate alla protezione delle persone, degli ecosistemi e del futuro dell’agricoltura”, dichiara Silvia Visca, Responsabile programma biodiversità di Greenpeace Italia.

Stop sostanze dannose, deregulation e multiresiduo: la petizione

Per proteggere la salute umana e gli ecosistemi, Greenpeace Italia ha lanciato una petizione rivolta alle istituzioni italiane ed europee per fermare la deregolamentazione dei pesticidi e rafforzare le tutele per l’ambiente. Le richieste sono chiare:

  • vietare i pesticidi più pericolosi per la salute umana e la biodiversità a partire da quelli con
  • effetti documentati sul sistema endocrino, neurologico e sugli impollinatori;
  • fermare la deregulation prevista dal “pacchetto Omnibus”, la proposta di riforma delle norme dell’Unione europea che mira a ridurre le revisioni periodiche su pesticidi consentiti e allungare le autorizzazioni alle multinazionali dell’agrochimica;
  • regole più stringenti che tengano conto degli effetti combinati e cronici della presenza di più sostanze presenti nello stesso alimento. Ad oggi la conformità legale si basa infatti sulla singola molecola, senza considerarne il cosiddetto multiresiduo;
  • sostegno concreto all’agroecologia, con investimenti in modelli agricoli che promuovono pratiche agricole sostenibili e riducono l’uso della chimica di sintesi e tutelano suolo, acqua e biodiversità.

Greenpeace stop pesticidi

Sistema nervoso, endocrino e riproduttivo: i rischi per la salute umana

I pesticidi nascono con una funzione precisa: eliminare organismi viventi considerati dannosi per le colture. Tuttavia, il loro impatto non si esaurisce nei campi agricoli e continua a essere oggetto di crescente attenzione scientifica. Come ricorda Greenpeace, sostanze come glifosato, neonicotinoidi, fungicidi e insetticidi sono oggi al centro del dibattito per i possibili effetti che possono avere su diversi sistemi biologici, in particolare quello nervoso, endocrino e riproduttivo degli organismi esposti. Il rischio riguarda non solo gli ecosistemi, ma anche la salute umana attraverso l’esposizione alimentare e ambientale.

Tra i composti più discussi figura il glifosato, l’erbicida più utilizzato a livello globale e presente in numerosi prodotti di largo consumo, dai cereali alla pasta fino ai legumi. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro lo ha classificato come “probabile cancerogeno per l’uomo”, un’indicazione che ha alimentato negli anni il dibattito scientifico e regolatorio sulla sua sicurezza.

Particolare attenzione viene inoltre riservata alle fasi più delicate della vita. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, gravidanza e prima infanzia rappresentano i periodi di maggiore vulnerabilità: l’esposizione ad alcune sostanze chimiche, inclusi pesticidi con effetti neurotossici o capaci di interferire con il sistema endocrino, può influenzare lo sviluppo ormonale e neurologico di feti e bambini, con potenziali conseguenze a lungo termine.

Pesticidi nelle acque italiane: contaminato il 77% dei punti di monitoraggio

I pesticidi non rimangono confinati nei campi agricoli, ma si disperdono nell’ambiente, contaminando suolo, aria e risorse idriche e contribuendo a una forma di esposizione diffusa e persistente. In Italia, secondo i dati dell’ISPRA, tracce di pesticidi sono state rilevate in circa due terzi dei punti di monitoraggio delle acque superficiali e in una quota rilevante anche delle acque sotterranee. Un quadro che segnala una contaminazione estesa e non più circoscritta alle sole aree agricole, sottolinea Greenpeace. Attraverso il dilavamento dei suoli e il ciclo delle precipitazioni, queste sostanze possono raggiungere fiumi, laghi e falde acquifere, diffondendosi ben oltre i terreni di utilizzo. Ne emerge una dinamica di inquinamento sistemico che interessa interi ecosistemi, con effetti sulla biodiversità, sugli habitat acquatici e sull’equilibrio delle catene alimentari. A rendere il fenomeno ancora più complesso è la persistenza di molte molecole: anche quando alcuni pesticidi vengono vietati o sostituiti da composti analoghi, la loro presenza nell’ambiente può protrarsi per anni, rendendo lenta e difficile la riduzione della contaminazione complessiva.