Guerra Iran, Trump: “aprite lo Stretto di Hormuz entro martedì o finirete all’inferno”

Il presidente USA Donald Trump alza i toni su Truth Social e avverte l’Iran: senza accordo imminente, possibili conseguenze drastiche su infrastrutture strategiche

Le tensioni tra Stati Uniti e Iran tornano a salire con dichiarazioni che lasciano poco spazio all’interpretazione diplomatica. “Martedì in Iran sarà il ‘Giorno delle centrali elettriche’ e il ‘Giorno dei ponti’, tutto in uno. Non c’è mai stato niente di simile!!!”. Con queste parole, il presidente americano Donald Trump ha ribadito pubblicamente un ultimatum già noto, fissando una scadenza precisa per un possibile accordo con Teheran. Il messaggio, diffuso attraverso Truth Social, rappresenta un segnale forte e diretto, che sembra voler mettere pressione immediata sull’Iran.

L’ultimatum e la scadenza decisiva

Secondo quanto dichiarato, l’Iran avrebbe tempo fino alle 18 di martedì (le 2 di notte italiane) per raggiungere un’intesa con gli Stati Uniti. In caso contrario, Trump ha avvertito che “si scatenerà l’inferno”. Una frase che lascia intendere possibili azioni militari o interventi mirati contro infrastrutture strategiche del Paese. Il riferimento alle centrali elettriche e ai ponti rafforza l’idea di obiettivi sensibili, capaci di colpire in modo significativo la stabilità interna iraniana. La tempistica serrata e la natura dell’ultimatum contribuiscono ad alimentare l’incertezza internazionale, con osservatori e analisti che monitorano con attenzione ogni sviluppo nelle prossime ore.

A rendere ancora più controverso l’intervento è stata la chiusura del messaggio presidenziale: “Aprite quel fottuto Stretto, pazzi bastardi, o finirete all’inferno – vedrete! Sia lodato Allah”. Il riferimento allo Stretto di Hormuz aggiunge un ulteriore elemento strategico, dato il ruolo cruciale di questo passaggio marittimo per il commercio globale di petrolio.