I modelli climatici non tengono conto della polvere atmosferica: lo studio

Secondo le stime del gruppo di ricerca, l'effetto di ritenzione del calore da parte della polvere è pari a circa il 10% dell'effetto serra provocato dalle emissioni di anidride carbonica, circa il doppio rispetto a quanto calcolato in precedenza

La polvere sospesa nell’aria intrappola circa il doppio del calore rispetto a quanto stimato dai modelli climatici, nonostante questa contribuisca a raffreddare il pianeta, per cui le proiezioni future dovrebbero tenere conto di questo parametro. È quanto evidenziato da uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, condotto dagli scienziati dell’Università della California a Los Angeles. Il team, guidato da Jasper Kok, ha utilizzato dati satellitari, misurazioni aeree e nuove simulazioni climatiche, combinati con dati meteorologici relativi alla temperatura.

Secondo le stime del gruppo di ricerca, l’effetto di ritenzione del calore da parte della polvere è pari a circa il 10% dell’effetto serra provocato dalle emissioni di anidride carbonica, circa il doppio rispetto a quanto calcolato in precedenza. Queste nuove scoperte potrebbero aumentare la precisione dei modelli climatici e delle previsioni meteorologiche.

Il ruolo della polvere atmosferica

La polvere atmosferica, spiegano gli esperti, svolge un duplice ruolo nel clima terrestre, riflettendo la luce solare e al contempo trattenendo il calore del pianeta come una coperta isolante. “Migliorare la rappresentazione del riscaldamento causato dalla polvere – afferma Kok – potrebbe contribuire a migliorare sia le previsioni meteorologiche che le proiezioni climatiche. Le regioni con una maggiore concentrazione di polvere saranno leggermente più calde, con conseguenti temperature superficiali più elevate e un’evaporazione più rapida. Ciò può alterare i movimenti atmosferici e modificare la distribuzione e la tempistica delle precipitazioni”.

A seconda delle dimensioni, dell’altitudine, della concentrazione e di altri fattori, la polvere atmosferica può avere un effetto di raffreddamento riflettendo la luce solare nello spazio o un effetto di riscaldamento assorbendo e disperdendo le radiazioni termiche verso la Terra. Nel corso del XX secolo, la polvere atmosferica è aumentata significativamente, con un picco negli anni ’80. Attualmente, gli autori stimano che ci sono circa 20 milioni di tonnellate di polvere nell’atmosfera, tre quarti dei quali non considerati dai modelli in uso.

Migliorare i modelli climatici

Il nostro sistema climatico – conclude Kok – è estremamente complesso. Il nostro lavoro contribuisce a migliorare i modelli climatici, che comunque non sono errati o da rivedere completamente. La ricerca futura dovrebbe semplicemente concentrarsi su come perfezionarli, in modo da anticipare gli eventi e gli effetti del cambiamento climatico in modo più preciso”.