Il passaggio del ciclone tropicale Maila ha lasciato dietro di sé una scia di morte e distruzione in Papua Nuova Guinea, dove le autorità locali hanno confermato il decesso di almeno 11 persone a causa di violente inondazioni e smottamenti. Il sistema meteorologico, che ora ha iniziato a perdere potenza venendo declassato a depressione tropicale, ha colpito con particolare ferocia le regioni di Bougainville (regione autonoma) e Milne Bay, distruggendo infrastrutture critiche come ponti e strade e rendendo estremamente difficoltosi i collegamenti con le zone più remote. Il Primo Ministro James Marape ha sottolineato la complessità delle operazioni di soccorso, spiegando che i rapporti sui danni sono ancora frammentari ma che l’obiettivo prioritario del governo è raggiungere ogni singola isola e comunità isolata per fornire acqua potabile, cibo e rifugi temporanei agli sfollati.
Devastazione a Bougainville: intere famiglie travolte dal fango
La regione autonoma di Bougainville ha pagato il tributo di sangue più alto, con 11 decessi registrati, di cui 8 causati da una singola, massiccia frana che ha investito il villaggio di Kongara. Tra le vittime si contano 4 adulti e 4 bambini, sorpresi nel sonno dal crollo della propria abitazione, una tragedia resa ancora più amara dalla notizia che 2 delle donne decedute erano in stato di gravidanza. La distruzione di ponti e arterie stradali ha isolato intere comunità, bloccando le catene di approvvigionamento alimentare e lasciando la popolazione locale senza beni di prima necessità come zucchero o pesce in scatola.
L’ospedale distrettuale di Arawa ha lanciato un appello urgente tramite i canali social, richiedendo forniture mediche e assistenza per i feriti che arrivano nella struttura dopo aver perso ogni cosa. Le scuole della regione sono state chiuse a tempo indeterminato per motivi di sicurezza, mentre residenti e autorità locali cercano di quantificare i danni subiti dai giardini agricoli, fonte primaria di sostentamento per migliaia di persone, ormai completamente sommersi o spazzati via dalla forza degli elementi.
La risposta dell’Australia
Il governo australiano ha risposto prontamente all’emergenza annunciando uno stanziamento di 2,5 milioni di dollari per sostenere gli sforzi di ripristino e pulizia. Il Ministro degli Esteri Penny Wong ha precisato che un milione di dollari sarà destinato specificamente a Papua Nuova Guinea per fronteggiare l’impatto a Bougainville e Milne Bay, mentre i restanti 1,5 milioni serviranno ad assistere le Isole Salomone, dove le comunità remote delle province occidentali e di Choiseul hanno subito impatti severi. Wong ha ribadito che l’Australia resterà al fianco dei Paesi vicini durante questa fase critica di gestione del disastro.
Nonostante il ciclone Maila sia stato declassato a bassa pressione tropicale, l’allerta resta altissima nel Pacifico: Guam e le Isole Marianne Settentrionali stanno monitorando con preoccupazione il ciclone Sinlaku, attualmente classificato come tempesta di 5ª categoria. Parallelamente, anche la Nuova Zelanda sta completando le operazioni di ripristino dopo il passaggio del ciclone Vaianu, che ha flagellato l’Isola del Nord con raffiche superiori ai 120 km/h e precipitazioni record, costringendo migliaia di persone all’evacuazione prima del miglioramento registrato nelle ultime ore.
