Il conflitto in Medio Oriente e le perdite di fornitura di GNL: l’impatto sul mercato del gas

Il conflitto in corso sta compromettendo gravemente le forniture di gas naturale liquefatto (GNL), con un impatto significativo sulle previsioni di approvvigionamento globali per i prossimi anni

Il conflitto in Medio Oriente ha provocato una grave interruzione nelle forniture di gas naturale liquefatto (GNL), con perdite stimate di circa 120 miliardi di metri cubi di GNL per il periodo 2026-2030. Questo dato è stato riportato nell’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia (AIE), il quale analizza l’impatto delle recenti interruzioni sulle forniture globali di GNL e sulle prospettive di approvvigionamento per i prossimi anni. Secondo l’AIE, le perdite derivanti dal conflitto “rappresentano circa il 15% della fornitura globale di GNL prevista per il periodo 2026-2030″. Queste difficoltà sono in parte compensabili, almeno nel medio termine, dal lancio di nuovi impianti di liquefazione di GNL. Tuttavia, gli effetti sulle forniture di GNL sono concentrati principalmente tra il 2026 e il 2027, ritardando di almeno due anni gli effetti di allentamento del mercato, derivanti dall’espansione della capacità produttiva globale di GNL.

L’impatto sul Qatar e gli attacchi agli impianti di Ras Laffan

Un aspetto fondamentale del conflitto è rappresentato dalle difficoltà operative del Qatar, uno dei principali produttori di GNL. Gli attacchi missilistici iraniani contro il complesso di Ras Laffan in Qatar, avvenuti il 18 e 19 marzo, hanno inflitto danni significativi a due linee di liquefazione di GNL con una capacità combinata di 12,8 milioni di tonnellate all’anno (equivalenti a 17,5 miliardi di metri cubi all’anno). Le stime parlano di un periodo di riparazione che potrebbe variare dai tre ai cinque anni, con una potenziale perdita di produzione cumulativa tra i 50 e i 90 miliardi di metri cubi di GNL entro il 2030.

Secondo le dichiarazioni di QatarEnergy, la riparazione degli impianti danneggiati richiederà diversi anni, e questo influenzerà negativamente le previsioni di approvvigionamento di GNL dal Qatar. Inoltre, la ripresa delle operazioni di liquefazione potrebbe essere ulteriormente ostacolata dal ritardo nei progetti di espansione, in particolare il progetto North Field East, che rappresenta una delle principali iniziative di crescita per il Qatar nel settore del GNL.

Il ritardo del progetto North Field East e l’aumento della produzione di GNL

Un altro fattore chiave che contribuirà alla riduzione dell’offerta globale di GNL è il ritardo del progetto di espansione North Field East. Questo progetto avrebbe dovuto entrare in produzione nella seconda metà del 2026, con l’obiettivo di raggiungere una capacità di 44 miliardi di metri cubi all’anno tra il 2027 e il 2028. Tuttavia, a causa della situazione attuale, il progetto potrebbe subire un ritardo di oltre un anno, con effetti diretti sul stretto rifornimento di GNL nel periodo 2026-2030.

La perdita stimata di GNL legata a questo ritardo è di circa 20 miliardi di metri cubi, un altro fattore che complica ulteriormente le prospettive di approvvigionamento globale. Con questi fattori in gioco, l’industria mondiale del gas naturale liquefatto sta affrontando una sfida senza precedenti nel mantenere un adeguato livello di rifornimento nei prossimi anni.

Le interruzioni di fornitura dallo Stretto di Hormuz

Il conflitto ha anche avuto un impatto diretto sulle rotte di approvvigionamento marittimo del GNL. Circa 20 miliardi di metri cubi di GNL sono stati persi dal 2 marzo a causa delle interruzioni dei flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, una delle vie di trasporto più critiche per il gas naturale liquefatto. L’interruzione delle forniture attraverso questa rotta strategica ha ulteriormente esacerbato la crisi di approvvigionamento globale, con conseguenti riduzioni della produzione di circa 10 miliardi di metri cubi di GNL rispetto alle operazioni normali.

Le conseguenze di questi eventi sono particolarmente pesanti per il mercato globale, che già affrontava sfide legate alla crescita della domanda e alle difficoltà logistiche. La situazione attuale non solo minaccia la stabilità delle forniture, ma potrebbe anche ritardare l’ulteriore espansione della capacità produttiva di GNL a livello mondiale.

Le previsioni per il mercato del GNL nel periodo 2026-2030

Nel complesso, le perdite derivanti dal conflitto in Medio Oriente potrebbero causare un significativo ritardo nel raggiungimento degli obiettivi di offerta globale di GNL. L’AIE prevede che questi effetti si concentreranno principalmente nel periodo 2026-2027, ma gli impatti a lungo termine potrebbero durare ben oltre, influenzando la stabilità del mercato globale del gas. Mentre la crescita della capacità di liquefazione di GNL proseguirà, il rallentamento degli sviluppi in Qatar e le difficoltà nel ripristino delle operazioni potrebbero limitare la capacità di compensare completamente le perdite previste.

Le attuali difficoltà, come gli attacchi agli impianti di Ras Laffan e il ritardo del North Field East, rappresentano segnali di una crisi più ampia che potrebbe influenzare il mercato del gas naturale liquefatto nei prossimi anni. Se il conflitto non si risolverà a breve, le sue conseguenze continueranno a ripercuotersi sull’industria globale del GNL, ritardando la crescita attesa e modificando le previsioni di approvvigionamento per il futuro prossimo.