L’attività solare ha subito un’improvvisa e violenta accelerazione nelle ultime ore, interrompendo un lungo periodo di relativa quiete che durava ormai da diverse settimane sulla superficie della nostra stella. Nella giornata di oggi, 24 aprile 2026, il Solar Dynamics Observatory della NASA ha registrato un potente brillamento di classe X2.4, una delle categorie più energetiche e spettacolari previste dalla scala di misurazione scientifica. L’esplosione ha sprigionato un lampo di radiazioni ultraviolette estreme che ha ionizzato gli strati superiori dell’atmosfera terrestre, innescando conseguenze tangibili per le comunicazioni globali a lunga distanza.
Questo evento ha provocato un blackout radio a onde corte sopra l’Oceano Pacifico, interessando in particolar modo le aree geografiche in prossimità dell’Australia, dove i radioamatori hanno segnalato una perdita profonda del segnale. Le frequenze al di sotto dei 20 MHz sono risultate quasi completamente inutilizzabili intorno alle ore 01:00 UTC.

Brillamenti e instabilità delle macchie solari
L’esplosione odierna di classe X è stata preceduta da un’intensa attività registrata già nella giornata di ieri, 23 aprile. In tale occasione, una serie di brillamenti di classe M ha scosso il disco solare, mettendo in luce un fenomeno affascinante noto come “brillamento simpatico“. Si tratta di una doppia esplosione simultanea che coinvolge due diverse macchie solari situate su lati opposti del Sole. Questo evento accade quando le teleconnessioni magnetiche tra diversi gruppi di macchie creano le condizioni per reazioni a catena attraverso l’intero disco solare. La complessità dei campi magnetici attuali suggerisce che il Sole stia accumulando una quantità significativa di energia. In particolare, le macchie solari denominate 4419 e 4420 presentano configurazioni magnetiche di tipo “beta-gamma-delta”, strutture che gli esperti associano a un alto potenziale per generare ulteriori esplosioni di classe X nei prossimi giorni.
Allerta per il 26 aprile: in arrivo una tempesta geomagnetica
Mentre gli scienziati monitorano i blackout radio causati dal flare X2.4, l’attenzione si sposta ora su quanto accaduto il 23 aprile. Un’espulsione di massa coronale (CME), scagliata nello Spazio dal doppio brillamento di classe M1, è attualmente in rotta di collisione con il campo magnetico terrestre. Sebbene non si tratti di un impatto diretto, la nube di plasma dovrebbe sfiorare la Terra il 26 aprile. Le previsioni indicano la possibilità di tempeste geomagnetiche di classe G1. Gli effetti principali di questo fenomeno saranno visibili soprattutto ad alte latitudini, dove l’interazione tra le particelle solari e l’atmosfera terrestre potrebbe accendere aurore polari.




Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?