Intervento del Soccorso Alpino sull’Etna: turista straniera recuperata alla Grotta Corruccio

Una donna di 70 anni è scivolata all'ingresso della cavità vulcanica riportando un grave trauma ad un arto: decisivo l'intervento tempestivo dei tecnici della Stazione Etna Nord

Nella tarda mattinata di un giovedì che sembrava scorrere regolarmente lungo i sentieri naturalistici del vulcano, il Servizio Regionale Sicilia del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) è stato chiamato a gestire una situazione di emergenza. La segnalazione è giunta direttamente dalla Centrale Operativa 118 di Catania, che ha attivato le procedure di recupero per un incidente avvenuto nei pressi della Grotta Corruccio, una nota cavità situata sul versante nord dell’Etna. L’area, caratterizzata da formazioni laviche suggestive ma spesso insidiose, ha richiesto la mobilitazione immediata di personale specializzato per garantire la sicurezza della persona coinvolta e la rapidità delle cure mediche.

Dinamica dell’incidente alla Grotta Corruccio

La protagonista dell’evento è una paziente di nazionalità inglese di 70 anni, che si trovava in escursione sul vulcano insieme a un gruppo di escursionisti accompagnati da una guida professionista. Mentre si apprestava a entrare nella Grotta Corruccio, la donna è improvvisamente scivolata sui gradoni che ne segnano l’ingresso, perdendo l’equilibrio e cadendo rovinosamente. L’impatto con il suolo lavico ha causato un grave trauma ad un arto inferiore, rendendo la donna totalmente incapace di proseguire il cammino o di risalire autonomamente verso il sentiero principale. La gravità della lesione, definita come un trauma importante, ha reso necessario l’intervento dei tecnici del Soccorso Alpino per evitare complicazioni ulteriori durante il trasporto.

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Le operazioni di recupero dei tecnici della Stazione Etna Nord

Ricevuto l’allarme, una squadra di tecnici della Stazione Etna Nord è partita con estrema rapidità dalla base di Linguaglossa per raggiungere l’area indicata dalle coordinate dei soccorritori. Una volta giunti sul posto, gli operatori del CNSAS hanno proceduto con le prime manovre di assistenza, effettuando una rigorosa valutazione sanitaria della paziente. Per stabilizzare le condizioni della donna, l’arto è stato immobilizzato e la settantenne è stata posizionata con cura all’interno di una barella specifica per il trasporto in ambienti impervi. I tecnici hanno quindi effettuato il faticoso trasferimento a spalla della barella lungo il percorso accidentato, conducendo la donna fino al punto in cui attendeva l’ambulanza per il successivo ricovero presso una struttura ospedaliera.

Il ruolo del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano nel territorio

L’intervento presso la Grotta Corruccio sottolinea ancora una volta l’importanza fondamentale del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS) nella gestione delle emergenze in territorio montano e ipogeo. Questa organizzazione, che fa capo alla Direzione Regionale con sede a Palermo, opera come un’associazione riconosciuta e fortemente disciplinata da una complessa struttura normativa che include, tra le altre, la Legge 21 marzo 2001, n. 74 e la Legge Regionale 9 maggio 2012, n. 26. Grazie alla professionalità dei suoi tecnici e alla costante collaborazione con le centrali del 118, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile nel 1969 e nel 2010, continua a rappresentare un pilastro insostituibile per la tutela dell’incolumità pubblica su tutto il territorio siciliano.