La crisi del Golfo e l’aumento dei costi minacciano la mozzarella di bufala campana Dop: a rischio produzione ed export

L’impatto della crisi del Golfo e degli aumenti nei costi di logistica ed energia mette a rischio l’intera filiera, con un possibile aumento dei prezzi per i consumatori

L’attuale crisi geopolitica in Medio Oriente sta avendo effetti devastanti su numerosi settori, e la filiera della mozzarella di bufala campana Dop non fa eccezione. Le difficoltà derivanti dalla guerra in corso nel Golfo, infatti, si stanno traducendo in aumenti significativi nei costi di produzione. Il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop ha lanciato un allarme: la filiera sta affrontando incrementi a ogni passaggio, dal trasporto alla logistica, fino ai materiali di confezionamento. Il gas, in particolare, ha visto un’impennata dei costi che sfiora il 70%, una cifra che rischia di compromettere gravemente la sostenibilità economica delle aziende. Ma non è solo la produzione a essere sotto pressione: anche l’export, che rappresenta il 35% della produzione totale della mozzarella di bufala, potrebbe subire danni ingenti.

La carenza di carburante per gli aerei, in particolare in alcuni aeroporti, mette a rischio le spedizioni internazionali, alimentando ulteriormente l’incertezza su come i produttori possano affrontare la situazione.

L’allarme per l’export e il Made in Italy

L’export di mozzarella di bufala campana Dop è da sempre uno dei punti di forza del settore, soprattutto verso i mercati oltreoceano, come gli Stati Uniti, dove il prodotto italiano gode di un grande apprezzamento. Tuttavia, la situazione attuale sta rendendo più complicato e costoso l’accesso a questi mercati, con il rischio che la filiera veda un blocco delle esportazioni. Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, ha dichiarato che, oltre alle difficoltà logistiche, il settore sta ancora pagando le conseguenze delle politiche commerciali americane, con l’imposizione dei dazi di Trump che ha aumentato il costo del prodotto. L’industria è chiamata a trovare soluzioni rapide e urgenti per non compromettere uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy nel mondo.

Aumenti dei costi e instabilità per la filiera

Oltre ai problemi legati all’export, i produttori di mozzarella di bufala campana Dop si trovano a fronteggiare una crisi dei costi all’interno della filiera produttiva. I costi di logistica, energia e materiali per il confezionamento sono aumentati drasticamente, mettendo in difficoltà tutta la catena di produzione. Il picco nei costi del gas e la difficoltà nell’approvvigionamento dei carburanti per i trasporti hanno creato un vuoto economico che rischia di danneggiare irreparabilmente il settore. L’intera filiera, da chi produce il latte di bufala fino ai distributori, si trova stretta tra i rincari e le difficoltà organizzative.

Questo scenario sta alimentando un clima di incertezza che frena gli investimenti e blocca i progetti a lungo termine. Le previsioni per le prossime settimane non sono confortanti, con un possibile rialzo dei prezzi per i consumatori, necessario però per preservare la qualità e l’unicità della mozzarella di bufala campana.

La situazione positiva del 2025 sembra già lontana

Nonostante le difficoltà legate all’emergenza attuale, il settore della mozzarella di bufala campana Dop aveva chiuso il 2025 con risultati positivi. La produzione era aumentata del 3,35%, con un totale di 57.584 tonnellate prodotte. Tuttavia, l’attuale situazione geopolitica e l’aumento dei costi rischiano di vanificare questi progressi, con effetti che potrebbero avere ripercussioni per tutto il 2026.

L’industria è ora chiamata a reagire, con interventi mirati che possano garantire la continuità della produzione e difendere un marchio storico e di qualità riconosciuto a livello mondiale. Ma la strada sembra in salita, tra le incertezze internazionali e la difficoltà di affrontare i costi insostenibili che gravano sul settore.