Maltempo e siccità in Sicilia, l’Autorità di Bacino smentisce l’allarme: “invasi al +57% rispetto al 2025”

Il Segretario generale Frittitta chiarisce la situazione delle riserve idriche: volumi in netto aumento grazie alle piogge e ai nuovi interventi su pozzi e dissalatori

La gestione delle risorse idriche in Sicilia segna un punto di svolta significativo, allontanando lo spettro di una crisi che sembrava ormai inevitabile secondo le recenti analisi sulla tenuta degli invasi regionali, nonostante il maltempo. L’Autorità di bacino della Regione Siciliana ha diffuso i dati aggiornati, evidenziando un quadro complessivo che smentisce interpretazioni pessimistiche. Il miglioramento della disponibilità d’acqua deriva dalla combinazione tra le precipitazioni abbondanti e una serie di interventi strutturali mirati a ottimizzare la capacità di captazione delle infrastrutture esistenti su tutto il territorio. Nonostante le criticità storiche legate all’interrimento dei bacini e alla vetustà delle condotte, i numeri odierni restituiscono una fotografia più rassicurante, con volumi stoccati che superano abbondantemente le medie registrate nello stesso periodo del precedente anno solare. Questa boccata d’ossigeno permette di guardare alla stagione estiva con una cautela diversa, puntando sulla prosecuzione dei lavori di efficientamento.

La replica dell’Autorità di Bacino e i nuovi dati

Il segretario generale ad interim dell’Autorità di bacino della Sicilia, Carmelo Frittitta, è intervenuto con una nota ufficiale per rettificare alcuni dati circolati nelle scorse ore. Secondo Frittitta, il report di inizio marzo indica una netta inversione di tendenza rispetto alle criticità strutturali degli scorsi anni: “Nessuna situazione critica negli invasi siciliani, come è facile evincere dal report, aggiornato al primo marzo e appena pubblicato dall’Autorità di bacino della Regione. L’interpretazione dei dati fatta da alcuni di organi di stampa, infatti, è fuorviante e non restituisce il quadro reale“.

Il Segretario ha inoltre dettagliato l’entità del recupero idrico: “Gli invasi registrano, infatti, un livello di acqua superiore del 57% rispetto al 2025 e del 38% rispetto al mese scorso, un incremento significativo che testimonia un netto miglioramento della disponibilità idrica grazie alle abbondanti piogge e ai lavori che hanno consentito di captare maggiormente questa acqua. A queste riserve idriche si aggiungono, inoltre gli oltre 2.000 litri al secondo, che diventeranno presto 4.000, già recuperati grazie alle centinaia di interventi della Regione sui pozzi e reti, oltre all’apporto dei tre dissalatori costruiti a Trapani, Porto Empedocle e Gela. Si tratta di risultati concreti che vanno nella direzione di una gestione più efficiente e strutturata della risorsa idrica. I dati della tabella non tengono ancora conto dell’acqua invasata nel mese di marzo che, come è noto, è stato particolarmente piovoso. A giorni sarà possibile consultare il nuovo report“.

Infrastrutture e interventi strutturali contro l’interrimento

Sebbene i dati aggiornati offrano rassicurazioni, il sistema idrico siciliano continua a confrontarsi con nodi strutturali storici. La capacità potenziale di circa un miliardo di metri cubi d’acqua è attualmente ridotta dalla presenza di circa 160 milioni di metri cubi di detriti, sabbia e terra accumulati sui fondali. Questo fenomeno di interrimento rende l’acqua realmente utilizzabile pari a circa 370 milioni di metri cubi, evidenziando casi di riempimento parziale come la Diga Garcia (30 milioni su 80 di capacità) o la Diga Pozzillo (53 milioni su 150).

Per consolidare i miglioramenti segnalati dall’Autorità di Bacino, il governo regionale guidato da Renato Schifani ha già messo in campo un piano da 170 milioni di euro. L’obiettivo è duplice: riparare una rete idrica soggetta a pesanti dispersioni e completare il riefficientamento delle 45 dighe isolane, di cui attualmente solo 25 sono operative a pieno regime. Il recupero di ulteriori 1.500 litri al secondo entro i prossimi 6 mesi, unito all’attività dei dissalatori, rappresenta la strategia per rendere il territorio meno dipendente dalla variabilità dei fenomeni atmosferici e garantire stabilità alle imprese agricole e ai cittadini.