Si è riattivata questa mattina la frana di Petacciato, in Basso Molise, dopo giorni di violento maltempo. I primi cedimenti riguardano la strada che collegano il paese alla marina, spaccata in più punti a causa dei movimenti del terreno. La situazione è in evoluzione e diverse strade risultano già chiuse. Nei giorni scorsi erano stati adottati provvedimenti precauzionali, tra cui la chiusura del belvedere, storicamente uno dei punti più esposti. Un segnale che lasciava presagire una riattivazione del fenomeno, ora confermata dai nuovi cedimenti.
Chiusa la A14 e sospesa la tratta ferroviaria
Chiuse in via precauzionale l’autostrada A14 e la linea ferroviaria adriatica nel tratto interessato dalla frana di Petacciato. Lo si apprende da fonti di Autostrade per l’Italia e Rfi, dopo la riattivazione del movimento franoso che ha già provocato i primi cedimenti sulla viabilità locale. Chiusa l’autostrada A14 nel tratto tra Termoli e Vasto Sud, in entrambe le direzioni. Il traffico non può essere deviato sulla statale 16, già interrotta per il crollo del ponte sul fiume Trigno, aggravando ulteriormente la situazione della viabilità.
Il Molise rischia così un isolamento lungo la dorsale adriatica, con pesanti ripercussioni sui collegamenti tra nord e sud del Paese. La situazione resta in evoluzione, con monitoraggi in corso e ulteriori verifiche tecniche sul movimento franoso e sulle infrastrutture coinvolte.
Evacuazioni in corso nella zona alta di Petacciato
Sono in corso le prime evacuazioni a Petacciato a seguito della riattivazione della frana che sta interessando il versante alto del paese. Il sindaco Antonio Di Pardo ha disposto l’allontanamento precauzionale di alcune famiglie nella zona di via del Progresso e nelle aree limitrofe. Al momento non è ancora noto il numero complessivo delle persone coinvolte. Le operazioni sono in corso mentre prosegue il monitoraggio del movimento franoso, anche con l’impiego di droni del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco.
“Abbiamo tagli di circa mezzo metro di profondità in più punti del territorio di Petacciato“, ha detto l’assessore ai lavori pubblici, Enrico D’Amario, in relazione alla riattivazione della frana. “Siamo in attesa di verificare ulteriori movimenti del versante – ha aggiunto -. In questo momento siamo in emergenza totale”.
Chiusa anche la statale 16
È stata chiusa anche la statale 16 all’altezza del residence Martur, prima del confine tra Termoli e Petacciato: di fatto la dorsale adriatica risulta completamente paralizzata. La statale 16 era già compromessa dal crollo del ponte sul fiume Trigno. La combinazione dei tre blocchi infrastrutturali – autostrada, ferrovia e statale – determina una situazione senza precedenti, con il rischio concreto di isolamento del Molise lungo l’asse adriatico.
Alert lanciato dai sensori sulla A14
È stata l’attivazione del sistema di monitoraggio, appositamente installato in corrispondenza del fronte franoso di Petacciato, a far scattare la chiusura, in via precauzionale, dell’autostrada A14. Si tratta di un fronte franoso ben noto. Nel marzo 2015, uno smottamento in corrispondenza del km 462,400 produsse una ferita molto profonda: l’asfalto si spezzò, provocando un dislivello di almeno una quindicina di centimetri e producendo uno scalino. Nell’area è quindi da tempo attivo un sistema di monitoraggio, composto da una duplice tipologia di sensori: una sull’infrastruttura, che monitora il “comportamento” della carreggiata, l’altra sul terreno, per monitorarne il movimento. Il sistema di prevenzione è quindi entrato in funzione al riattivarsi della frana e, lanciato l’alert, è stata subito disposta la chiusura del tratto.
La frana di Petacciato
La frana di Petacciato è uno dei dissesti più estesi e complessi d’Europa. Documentata da oltre cento anni, ha conosciuto numerose riattivazioni, spesso legate a periodi di piogge prolungate più che a singoli eventi estremi. L’ultima risaliva al marzo 2015. Nel tempo, il movimento del versante ha minacciato e danneggiato infrastrutture strategiche come l’autostrada A14, la linea ferroviaria adriatica e la statale 16, oltre ad avvicinarsi progressivamente all’abitato. Dopo la riattivazione del 2015, tre case del Borgo vecchio furono abbattute per alleggerire il Belvedere, gravemente compromesso, mentre il vecchio municipio è rimasto danneggiato ed è oggi in attesa di demolizione.
Si tratta di un fenomeno lento, profondo e strutturale, legato all’accumulo di acqua nel sottosuolo e alla conseguente perdita di resistenza dei terreni argillosi. Una dinamica che rende il versante particolarmente sensibile a eventi meteorologici prolungati, come quelli registrati nei giorni scorsi a causa del ciclone Erminio.
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