Marea nera paralizza il porto di Anversa: stop totale alla navigazione e allarme ambientale

Uno sversamento di petrolio durante il rifornimento della portacontainer MSC Denmark VI blocca cinquanta navi e minaccia le riserve naturali lungo il fiume Escaut

Il porto di Anversa, uno dei principali snodi logistici marittimi d’Europa, si trova in queste ore ad affrontare una gravissima emergenza operativa e ambientale a causa di un massiccio sversamento di greggio avvenuto nella serata di giovedì. L’incidente ha innescato un blocco totale del traffico marittimo, lasciando circa 50 imbarcazioni in una situazione di stallo forzato tra le banchine e il mare aperto, nell’attesa che le autorità dichiarino sicure le acque per la navigazione. La fuoriuscita di combustibile è avvenuta durante le operazioni di rifornimento della portacontainer MSC Denmark VI e, nonostante il flusso sia stato prontamente arrestato, la macchia oleosa si è diffusa con estrema rapidità lungo il corso del fiume Escaut. Il gestore dello scalo belga ha espresso forte preoccupazione per l’entità dei danni, sottolineando come le conseguenze economiche e logistiche siano imponenti, mentre non è ancora possibile stabilire con precisione una tempistica per il ripristino delle normali attività portuali. Squadre di emergenza e mezzi specializzati sono attualmente impegnati in una corsa contro il tempo per contenere l’inquinamento ed evitare che il greggio si spinga ulteriormente verso il mare aperto o i bacini interni dello scalo.

Operazioni di contenimento e blocco delle infrastrutture

La situazione è precipitata rapidamente durante la notte. Secondo le ricostruzioni fornite dalle testate locali Rtbf e Belga, le chiazze di petrolio hanno raggiunto le chiuse di Zandvliet e Berendrecht, situate a circa 3 km dal punto originale della perdita. Questo spostamento ha costretto le autorità a sigillare le infrastrutture per evitare che il contaminante penetrasse ulteriormente nei canali interni, paralizzando di fatto ogni movimento navale. Oltre alle navi in attesa, sono stati segnalati danni diretti ad alcune imbarcazioni e a un rimorchiatore, i cui scafi sono rimasti contaminati dalla sostanza viscosa. Per coordinare i soccorsi, l’autorità portuale ha mobilitato un vasto dispiegamento di mezzi, incluso l’impiego di un aereo da ricognizione incaricato di sorvolare l’area per mappare con precisione l’estensione della macchia e dirigere le operazioni di pulizia verso i punti critici.

Allarme per l’ecosistema dell’Escaut

La preoccupazione maggiore, oltre al danno economico derivante dal fermo delle merci, riguarda la tenuta degli ecosistemi locali. Il greggio fluisce lungo il fiume Escaut, mettendo in serio pericolo diverse aree protette di inestimabile valore naturalistico. Tra queste, i riflettori sono puntati sulle riserve di Doelpolder e Saeftinghe, territori fragili che ospitano una biodiversità unica e che potrebbero subire danni permanenti se il petrolio dovesse depositarsi sulle sponde. I vertici del porto hanno ribadito che la protezione dell’ambiente rappresenta in questa fase la priorità assoluta. Gli interventi di bonifica proseguono senza sosta, ma la complessità delle correnti fluviali e la densità del traffico navale dello scalo belga rendono le operazioni estremamente difficili. Resta da accertare la dinamica esatta del guasto durante il bunkeraggio della MSC Denmark VI per stabilire le responsabilità dell’accaduto.