Un accordo intergovernativo dal valore stimato di 25 miliardi di dollari sarà firmato entro la fine dell’anno per dare impulso definitivo al progetto del gasdotto africano-atlantico, una delle infrastrutture energetiche più ambiziose del continente. L’intesa arriva a circa dieci anni dalla prima definizione del progetto e rappresenta un passo decisivo verso la sua realizzazione concreta. A confermarlo è stata Amina Benkhadra, direttore dell’agenzia marocchina per gli idrocarburi e le miniere (Onhym), sottolineando come il progetto sia ormai entrato in una fase avanzata. Il gasdotto si estenderà per quasi 7.000 chilometri lungo la costa atlantica africana, collegando diversi Paesi e giacimenti di gas, con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione energetica regionale e migliorare l’accesso alle risorse naturali. L’iniziativa si inserisce in un contesto globale in cui la sicurezza energetica e la diversificazione delle fonti assumono un ruolo sempre più centrale.
Governance condivisa e nuova struttura operativa
A seguito della firma dell’accordo, sarà istituita un’autorità di alto livello con sede in Nigeria, incaricata di coordinare gli aspetti politici e normativi del progetto. Questo organismo riunirà rappresentanti ministeriali dei 13 Paesi coinvolti, garantendo un allineamento strategico tra le diverse giurisdizioni e facilitando il dialogo istituzionale. Parallelamente, in Marocco verrà creata una joint venture tra Onhym e la Nigerian National Petroleum Company (Nnpc), con il compito di guidare la fase esecutiva, inclusi finanziamento e costruzione dell’infrastruttura. Questa doppia struttura, politica e operativa, è pensata per assicurare efficienza e coerenza lungo tutto il ciclo di sviluppo del progetto. Il sostegno della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale rafforza ulteriormente la credibilità dell’iniziativa, evidenziando il suo valore strategico per l’intera regione.
Stato di avanzamento e prime fasi operative
Il progetto ha già completato sia lo studio di fattibilità sia la fase di progettazione ingegneristica preliminare, segnando un importante traguardo tecnico. Le prime fasi operative prevedono il collegamento tra il Marocco e i giacimenti di gas in Mauritania e Senegal, mentre un altro segmento unirà il Ghana alla Costa d’Avorio. Successivamente, una tratta finale connetterà il Ghana ai giacimenti di gas della Nigeria, completando così la rete prevista. Questo approccio graduale consentirà di sviluppare l’infrastruttura in modo modulare, riducendo i rischi e facilitando l’accesso ai finanziamenti. Inoltre, il progetto potrebbe favorire lo sviluppo industriale locale, creando nuove opportunità economiche lungo il percorso del gasdotto e contribuendo alla crescita delle economie coinvolte.
Prospettive future del progetto
Le prospettive del gasdotto africano-atlantico appaiono promettenti, sia dal punto di vista economico che geopolitico. L’infrastruttura potrebbe rafforzare l’integrazione energetica regionale, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e migliorando la sicurezza degli approvvigionamenti. Inoltre, il progetto ha il potenziale per attrarre investimenti internazionali e stimolare la cooperazione tra Paesi africani, consolidando il ruolo del continente nel mercato globale del gas. Sul piano ambientale, resta aperto il dibattito sull’impatto delle nuove infrastrutture fossili, ma il gas naturale viene spesso considerato una fonte di transizione verso sistemi energetici più sostenibili. Se realizzato nei tempi previsti, il gasdotto potrebbe diventare un modello di cooperazione regionale e un pilastro per lo sviluppo energetico del continente nei prossimi decenni.




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