Maxi scoperta di gas: Eni trova 140 miliardi di metri cubi

La grande scoperta a gas di Geliga da parte di Eni conferma il potenziale strategico del bacino di Kutei, in Indonesia, e rende disponibili nuovi significativi volumi per i mercati nazionali e internazionali

Nel cuore dell’offshore indonesiano arriva una scoperta destinata a far parlare il settore energetico globale. Eni ha annunciato un nuovo, rilevante ritrovamento di gas naturale nel bacino del Kutei, uno dei più promettenti dell’Asia. Il protagonista è il pozzo esplorativo Geliga-1, perforato nel blocco Ganal, che ha rivelato risorse significative sia in termini di gas che di condensati. Le stime preliminari parlano di circa 140 miliardi di metri cubi di gas in posto (equivalenti a 5 Tcf) e 300 milioni di barili di condensati. Numeri che consolidano ulteriormente il ruolo strategico dell’Indonesia nello scenario energetico internazionale e rafforzano la presenza della compagnia italiana nella regione.

Una scoperta tecnica di grande rilievo

Il pozzo Geliga-1 è stato perforato fino a una profondità di circa 5.100 metri, in acque profonde circa 2.000 metri. Qui è stata intercettata una significativa colonna di gas in un intervallo geologico risalente al Miocene, caratterizzato da eccellenti proprietà petrofisiche, un elemento chiave per la futura produttività del giacimento. Per confermare il potenziale estrattivo, è già previsto un test di produzione, passaggio fondamentale per valutare la reale capacità del campo.

Un’area sempre più strategica

La scoperta di Geliga-1 non è un caso isolato, ma si inserisce in una sequenza di successi esplorativi. Arriva infatti dopo la scoperta di Geng North nel 2023, ed il pozzo Konta-1 annunciato nel dicembre 2025 .Tutti situati nel prolifico bacino del Kutei, a breve distanza l’uno dall’altro. Questo rafforza l’idea di un sistema geologico ricco e scalabile, capace di sostenere sviluppi industriali di ampia portata.

Verso un nuovo hub produttivo

Uno degli aspetti più interessanti riguarda le prospettive di sviluppo. La scoperta Geliga-1 è infatti vicina al giacimento Gula, ancora non sviluppato. Le valutazioni preliminari indicano che le risorse combinate potrebbero generare 28 milioni di metri cubi di gas al giorno e fino a 80.000 barili al giorno di condensati. Questi volumi aprono la possibilità di creare un terzo hub produttivo nell’area, replicando il modello già in corso nel progetto North Hub. Quest’ultimo prevede l’utilizzo di una piattaforma FPSO di nuova generazione e l’integrazione con l’impianto di GNL di Bontang.

Sviluppo rapido e sinergie industriali

Le attività in corso puntano anche a un’accelerazione dei tempi di sviluppo (fast-track), sfruttando la vicinanza a infrastrutture già esistenti o in fase di realizzazione. Questo approccio consente di ridurre i tempi di messa in produzione, ottimizzare i costi operativi, massimizzare il ritorno degli investimenti. Parallelamente, sono allo studio anche possibili espansioni dell’impianto di liquefazione di Bontang, che potrebbe vedere riattivate capacità aggiuntive.

Strategia e partnership nel Sud/Est asiatico

Il blocco Ganal, dove è avvenuta la scoperta, è operato da Eni con una quota dell’82%, mentre il restante 18% è detenuto da Sinopec. Fa parte di un più ampio portafoglio di asset che confluiranno in Searah, una nuova società condivisa con Petronas. Questa joint venture punta a sviluppare circa 3 miliardi di barili equivalenti di risorse e a rafforzare la presenza industriale nel Sud/Est asiatico. Il completamento dell’operazione è atteso entro il secondo trimestre del 2026.

Una presenza consolidata

Presente in Indonesia dal 2001, Eni ha costruito nel tempo un portafoglio upstream diversificato, con una produzione netta attuale di circa 90.000 barili di olio equivalente al giorno. Gran parte di questa produzione proviene dai giacimenti offshore di Jangkrik e Merakes.

Prospettive future

Negli ultimi 6 mesi la compagnia ha perforato con successo altri quattro pozzi esplorativi nel bacino del Kutei. E la campagna non si ferma: sono previsti un nuovo pozzo nel 2026 e altri due nel 2027. La scoperta di Geliga-1 non rappresenta solo un successo tecnico, ma un tassello chiave in una strategia più ampia: trasformare il bacino del Kutei in uno dei principali poli energetici del Sud/Est asiatico nei prossimi anni.